La XIX° edizione di Galassia Gutenberg - FESTIVAL DEI LIBRI TRA CULTURA E NATURA – Un viaggio dalle origini alla fantascienza in compagnia di un asino d’artista contro i luoghi comuni - è sicuro che non rimarrà impressa nella memoria dei visitatori.
La quattro giorni ha registrato solo picchi di affluenza in talune fasce orarie scontando la mancata fiducia di taluni operatori culturali che mai come quest’anno hanno declinato l’invito o rinunciato di loro sponte ad esserci. Le motivazioni? Deducibili se si analizza la mancanza di attrattiva di una fiera che di anno in anno ha perso sempre più colpi rispetto a Mantova, Torino, PordenoneLegge e Roma, calando il tono rispetto alle voci altrui e lentamente anche luce e splendore. Domandando, per i corridoi quasi deserti, il malcontento, tra attori e spettatori, si fa sentire anche se solo leggermente sussurrato. Non è di certo facile operare nel marketing culturale ma la triste realtà è che in una città che si sta, con fatica – a causa del critico momento politico-sociale – preparando ad essere la sede del Forum delle Culture 2013, la fiera del libro napoletana non va a braccetto con questa ambizione, o se ci va non ne risultano dati incoraggianti e visibili ad occhio nudo.
Per chi ama la scrittura e la lettura, ha potuto trovare, in base ai propri interessi appagante qualche incontro con l’autore o le sempre belle dirette radiofoniche di Marino Sinibaldi con il suo programma Fahrenheit per Rai Radio3 ma forse, tra il bianco delle mura della Stazione Marittima, location della fiera, di veri e propri protagonisti e novità se ne incontrano due: un’iniziativa e una neonata casa editrice.
L’iniziativa più creativa, e ricreativa per chi vi partecipa, è quella ideata dalla milanese Simona Capecchi, illustratrice, alias schizzinosa, con il suo In Viaggio Col Taccuino. Il progetto è nato nel 2006 ed è incentrato nella raccolta di qualsiasi tipo di materiale che possa essere incollato, cucito, scritto, disegnato, dipinto su un taccuino Moleskine. La partecipazione su invito, o libera proposta e candidatura, è punto d’incontro tra creativi, autori ed artisti. L’iniziativa trova nel web la più grande galleria d’esposizione e naturale luogo di permanenza nel tempo grazie alla creazione di un blog dedicato, dove è possibile ritrovare tutti i materiali allestiti da tre anni a questa parte, oltre che una sezione dedicata ad una mostra collettiva dove più di 50 Moleskine vengono distribuiti ogni anno a viaggiatori di ogni età per raccontare la città di Napoli.
Tra il malcontento degli standisti, sorprende l’entusiasmo di Ciro Marino, fondatore insieme a suo fratello Marco di una nuova casa editrice che pulsa da un retrobottega dell’area est di Napoli. Ad Est dell’Equatore si affaccia al mercato editoriale della narrativa con una sola collana, I Virus, e due soli titoli: il romanzo di un lit-blogger Airbag di Gianni Solla, in uscita a fine mese sul territorio nazionale e Tutta colpa di Dio di autori vari. Una casa editrice dallo stile fresco e stuzzicante che i libri li vuole fare e li vuole fare con approccio che punta ad utilizzare tutti i mezzi di comunicazione esistenti al momento: ne è la prova un My Space che invece di parlar di musica parla di letteratura e narrativa.
Le altre due iniziative hanno viaggiato via mare e via terra:
Il Bookcruising, versione marina del Bookcrossing, promosso dalla MSC Crociere, che durante i giorni della manifestazione ha visto il deposito di volumi dei passanti presso il punto di raccolta la Biblioteca del Viaggiatore per la creazione Di porto in porto – la Biblioteca itinerante del Viaggiatore e Un Treno di Libri per Napoli iniziativa della rivista Leggere:Tutti. Il 29 Marzo l’asse Roma-Napoli in A/R è stata attraversata dalle parole di libri ed autori protagonisti di Galassia come Marco Perillo, autore per Guida Editore di Raggi di Terra, insieme a suo padre Francesco. Per una volta, il genere letterario meno venduto e considerato dagli scaffali, la poesia, ha corso sulle rotaie di un Intercity in compagnia di viaggiatori e nuovi lettori curiosi.
Marco racconta la sua esperienza con queste brevi ma intense riflessioni:
Un treno per un libro. Per andare dove e per parlare di cosa a chi?
E’ un’iniziativa nata l’anno scorso grazie alla rivista letteraria “Leggere:Tutti”. Si parte da Roma per arrivare a Napoli, a Galassia Guntenberg, e viceversa. Io ho fatto il viceversa. C’era l’ultima carrozza, quella del vagone-ristorante, con un grande tavolo al centro e una ventina di autori di libri recenti intorno. Guido Barlozzetti, il simpatico presentatore tv di “Italia che vai”, faceva un paio di domande a ognuno sul proprio libro. Poi, due attori d’eccezione leggevano estratti da ogni opera. Il resto dei viaggiatori ascoltava tutto via altoparlante. Come dire, il famoso “quarto d’ora di celebrità”.
Quali differenze hai riscontrato tra una presentazione tradizionale ed una non convenzionale come questa promossa da Galassia Gutenberg?
Una novità, di utile intrattenimento per un viaggiatore di un treno. Non so però se i lettori, già con le buste piene dei libri di Galassia, abbiano avuto reale interesse per i libri del treno. Chissà, forse erano già un pó “sazi”.
Galassia Gutenberg, cosa rappresenta per te oggi e quale valenza pensi che abbia per la città?
Galassia, si sa, non è certo all’altezza della Fiera di Torino, di quella di Mantova o di Pordenonelegge. Ma ho letto che comunque in quelle città non si legge più di quanto si fa a Napoli. Quindi dico: andiamo avanti. Galassia è una piccola realtà ma che deve resistere. Secondo me, può diventare la migliore fiera della piccola e media editoria di qualità.
Leggere in treno per te significa cosa?
Molto. Sono stato due anni alla Scuola Holden di Baricco a Torino. Mancandomi fortemente la mia città, Napoli, appena potevo “scendevo”. Praticamente ci volevano dieci ore ad andare e dieci a tornare. Credo che la maggior parte dei libri che ho letto finora li ho letti in quei treni… Il treno di Galassia era lo stesso Intercity che prendevo per Torino!
Scrivere poesia è per te necessità, passione ed espressività per cosa con quale fine?
E’ innanzitutto la possibilità di riassumere in pochi versi, col “minimo sforzo”, catene di pensieri, burrasche d’impressioni e spunti di riflessione. Un po’ come accade coi ritagli di giornale, quando vuoi salvare qualcosa d’interessante. Forse una raccolta di poesie, più che un romanzo, può rivelarci la vera identità – la vera vita e l’anima – di un autore.
Ieri si son chiuse le porte di accesso alla grande scalinata della Stazione Marittima, ingresso della fiera, e già si pensa alla XX° edizione come fanno sapere gli organizzatori Maria e Franco Liguori a mezzo ufficio stampa: “Sarà un’edizione importante, dove saranno coinvolti tutti quelli che negli anni sono stati di volta in volta protagonisti per dare vita alla grande Festa del Libro del Sud” peccato solo che, benché i numeri parlino di 30.000 visitatori e gli organizzatori si ritengano soddisfatti, su un altro versante scorrano polemiche (quasi decennali) e testimonianze negative da strappare smorfie sui volti interlocutori e storcere il naso. Tra queste, a tener banco, la più discutibile e che fa abbassare la scala dell’incentivazione e costituisce la prima barriera all’entrata è il biglietto d’ingresso da pagare (che non equivale ad alcun voucher di sconto e similari) per entrare a comprare libri quando, l’accesso allo shopping letterario e l’incontro con l’autore è da sempre gratuito nei normali punti di vetrina e vendita e in quelli allestiti all’occorrenza. L’altra, il mancato spazio ai protagonisti della Blogosfera, oggi più che mai firme di libri e testate giornalistiche, che nelle passate edizioni, 2004 e 2005, non solo aveva riscontrato entusiasmo e successo tra gli addetti al settore e gli abitanti della rete ma prodotto anche un eco e richiamo, di post in post, per tutta internet, nel raccontare l’esperienza di soggiorno e turismo tra la cultura napoletana, la letteratura e i blogger letterari e non letterari.
Nel day after alla manifestazione, piangere sul latte versato non serve a nulla. Bisogna guardare avanti e scommettere su quelle che saranno le prossime cifre “galattiche” per la già annunciata mega festa in occasione del ventennale della fiera, questa volta, augurandosi che ad esser soddisfatti non siano solo gli organizzatori ma che un reale feedback positivo provenga anche dai lettori, dai visitatori oltre che dagli autori e che vi sia richiamo per gli stessi editori, per questa edizione, sul registro delle presenze, assenti.
Più Libri Più Liberi si chiama così la fiera della piccola e media editoria che giunge alla sua sesta edizione e che avrà luogo dal 6 al 9 dicembre al Palazzo dei Congressi a Roma.
Il programma di quest’anno non è ancora noto ma possiamo dare uno sguardo ai dati dell’anno passato e a quanto stia avvenendo in termini di crescita nel settore.
Senza dubbio il nome dato alla Fiera della Piccola e Media Editoria cade nell’accezione del legame tra libertà della scrittura e della pubblicazione e ci pone dinanzi a domande sempre attuali: la letteratura, oggi, è libera? Vi è libertà nella pubblicazione di un libro, se si, di quale genere? Una maggiore quantità di libri è indice anche di maggiore libertà?
Sicuramente, le pubblicazioni oltre che la loro qualità, anche per la loro qualità sono un indice della manifestazione ed applicazione concreta del pluralismo delle idee e della libertà di pensiero e di parola in base all’Art. 21 della Costituzione, nonchè della conseguente stampa che da al concetto la veste di parola visiva, confezionata in maniera trasversale, per poi essere diffusa dallo scaffale anche attraverso i media.





