“Non è solo malavita diffusa, droga, spari, terrore, omicidi, racket.
La camorra rappresenta un ‘modo d’essere’. In fondo, la camorra fa comodo.
E noi siamo tutti ‘camorristi’ “ sono le frasi scottanti del testo del giornalista Mario Fabbroni, responsabile dell’edizione napoletana del free-press Leggo che a partire da domani, (inaugurazione alle 19) verranno proiettate al CAM – Casoria Contemporary Art Museum diretto dall’artista e curatore Antonio Manfredi, coadiuvato da un staff di giovani professionisti. Quindici gli artisti napoletani interrogati per parlare di Camorra come non se n’era mai parlato prima: una piaga della società che diventa (anche in un’accezione provocatoria) argomento di installazioni e opere d’arte contemporanea e che trasforma due cronisti in videoartisti. Bruno De Stefano, redattore del free-press City nel suo testo dedicato alla mostra scrive: “I camorristi sono ladri e assassini che si sono arricchiti alle spalle della collettività trasformando intere zone della Campania in aree povere, degradate e senza speranza. (…) I camorristi vogliono fare soldi e non la guerra, per cui vanno sempre alla ricerca di alleati e non di nemici”.
Ma oltre a queste parole ci sono domande dinanzi ai problemi quotidiani che affliggono la qualità della vita: smaltimento rifiuti, racket, droga, degrado sociale, finanziamento di attività illegali.
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello, Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Sebastiano Deva, Giuseppe Di Guida, Luciano Ferrara, Barbara La Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Pica Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio Riccio, Federica Rispoli insieme ai due giornalisti Bruno De Stefano e Mario Fabbroni hanno risposto all’appello di Antonio Manfredi per la mostra CAMorra – The art Exhibition realizzando opere di pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, performances che tra ironia, simboli e folklore raccontano lo status camorristico e lo status in cui l’esistenza della Camorra comporta per la popolazione locale.
Come non pensare al mare di spazzatura in cui naviga Napoli da mesi guardando la salvifica Madonna che si staglia sui cumuli colorati e maleodoranti nell’opera provocatoria Nostra signora della monnezza? O come non sorridere dinanzi alla statua di Padre Pio che in cima ad una montagna di copertoni sembra difenderne l’incolumità dal vandalismo incendiario?
“CAMORRA è una mostra che ho intenzione di portare in giro – spiega il curatore Antonio Manfredi – e sarà ospitata anche in Spagna, Germania e Olanda, anche se non con lo stesso titolo”.
Il racconto sulla malavita in un approccio trasversale e artistico è visitabile sino al 20 luglio il martedì-giovedì-sabato 17.30/20.30 e la domenica 10.30/13.00 per visite di gruppo lunedì-mercoledì-venerdì 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento.
Nasce VisioNa: Comicon più NapoliFilmFestival più CartooNa – Festival di Aminazione e Luz – Festival Internazionale di Fotografia.
La manifestazione, grande contenitore di una fusione sinergica tra kermesse affini, è sostenuta dall’Unione Industriali di Napoli e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano oltre che dall’organizzazione del Forum Universale delle Culture Napoli 2013.
In una Napoli afflitta dai tanti problemi, come criminalità e rifiuti, dal direttore del Comicon Claudio Curcio solo parole di ottimismo: “Il progetto di VisioNa vuole essere un segnale di impegno e speranza. La cultura non può risolvere tutto ma può dare un contributo alla rinascita della città”.
“Sia il NapoliFilmFestival che il Comicon – ricorda il direttore del NapoliFilmFestival Davide Azzolini - sono presenti a Napoli da dieci anni e sono ormai due realtà che portano in città ogni anno artisti di livello mondiale. Ora ci sentiamo pronti per fare un passo in avanti e portare un contenitore stabile di arti visive”.
“La scelta di VisioNa come sinergia tra NapoliFilmFestival e Comicon è sicuramente vincente – sottolinea l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati. L’obiettivo del Forum è di promuovere le eccellenze di Napoli che poi materialmente contribuiranno nel 2013 a formare il calendario degli eventi nei 101 giorni del Forum. E le arti visive avranno ovviamente un peso specifico importante che verrà costruito anche grazie a VisioNa da qui al 2013, ma anche negli anni successivi”.
Segnali forti, sono stati subito raccolti con entusiasmo dal regista Paolo Sorrentino, direttore artistico di VisioNa 2008, che lancerà presto alcune delle personali proposte artistiche appena terminata la produzione del suo nuovo film Il Divo.
Partecipe a VisioNa anche il produttore cinematografico napoletano Nicola Giuliano che attraverso il nuovo contenitore della arti visive vuole rilanciare il progetto di creazione di una Casa del Cinema a Napoli con una “Cineteca cittadina – spiega Giuliano – una sala di proiezione dove proporre il cinema classico, un centro di formazione per i giovani che vogliono avviarsi alle professioni del cinema”.
Il primo evento previsto all’interno di Visiona 2008 sarà la decima edizione del Comicon che si svolgerà a Castel Sant’Elmo dal 24 al 27 aprile.
All’interno di Comicon e del NapoliFilmFestival (che si terrà a giugno) si svolgerà poi CartooNa, il nuovo festival dell’animazione diretto da Mario Violini e che ha già ottenuto il pieno sostegno di Cartoon Network, che celebrerà a Napoli i dieci anni delle Superchicche.
A fine 2008 si svolgerà invece Luz, il nuovo festival della fotografia diretto da Matteo Linguiti.
L’ultimo giorno di allestimento è il 5 Maggio, presso il Pan|Palazzo Arti Napoli (Project Room), della mostra di Svjetlan Junaković - Il Circo Volante – inaugurata il 26 marzo: la prima retrospettiva in Italia dell’artista croato prodotta da Cactus Studio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Claudia Sonego, per la tappa primaverile della quarta edizione di Girogirotondo, cambia il mondo 2008: il progetto dell’associazione culturale Ko librì ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle “Monellerie d’autore”.
Sono circa 130 le opere esposte fra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni. L’artista, che vive e lavora a Zagabria, di formazione accademica scultore, si è dato successivamente all’illustrazione di libri per bambini che hanno riscosso successo e sono stati pubblicati in venti paesi e il cui messaggio universale di concezione della vita si è spinto oltreconfine.
Il titolo della mostra è volutamente metaforico e simbolico perché così come accade sotto il tendone di un circo, anche il palcoscenico della vita è una carrellata di animali e performace dell’esistenza quotidiana: aspetti tristi, felici, coraggiosi, vigliacchi, eroici, comici, grotteschi, e surreali o metafisici. L’impronta materica, data dal diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è viva nei suoi disegni dove si evince la forte fantasia tessitrice di plot narrativi figurati e idonei a raccontare il mondo così come è ai più piccoli senza per questo escludere i grandi. Le opere esposte al PAN sono una vetrina di territori pensati, ideati ed elaborati con colore, carta, legno, terracotta, materiali inerti che sottolineano anche lo stile di vita e il pensiero che contraddistingue l’autore e i ritmi personali della sua esistenza.
Svjetlan Junaković recupera la tradizione pittorica e per la figurazione, fortemente stilizzata e semplificata; mette al centro l’energia prorompente del corpo sia maschile che femminile, esuberante ma vitale, prediligendo i soggetti in movimento, nell’ atto di compiere un’ azione (camminare, volare, danzare, corteggiare, banchettare, disegnare, ecc.); le sue immagini caricate di molteplici significati: sia al proprio che a quello che ogni visitatore può restituire e rimandare. Una mostra dall’ingresso libero: peccato perderla per figli, scolari e genitori ed artisti di genere e non far incontrare le proprie ‘monellerie’ con quelle dell’artista che nei versi di Dylan Thomas riflette il suo sentire artistico: “Nella mia arte scontrosa o mestiere”.
Alla città di Napoli ci sono taluni colori che vengono assegnati inevitabilmente perché associati ad un prodotto tipico locale come la pizza oppure al territorio come il blu del mare ma quello che più di tutti primeggia è quello del Sole: il Giallo che dà nome alla kermesse d’arte, itinerante, Il Giallo di Napoli, ideata da Jean Nöel Schifano e Maria Savarese dell’Associazione Culturale Canvas, che verrà inaugurata entro la fine di ottobre 2008 e che ha per missione, durante i circa due mesi di esposizione, il richiamo di tutti gli artisti (fotografi, scultori, pittori sia partenopei che provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’America e dall’Australia, oltre che dal resto d’Europa) per un totale di circa centocinquanta opere allestite nelle strade, nelle piazze, nei giardini, nelle chiese, nei castelli, nei teatri e nei negozi. Un vero e proprio yellow on the road che avrà come ulteriori sedi espositive i centri di cultura italiana di Parigi, Barcellona e Atene.
A chiusura della mostra, che al momento è nel pieno dei preparativi work in progress, una commissione costituita dall’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati, il presidente della Regione Campania, il Sindaco di Napoli e i cinque commissari coordinatori e rappresentanti dei cinque continenti Africa, (Pierre Arouche), Asia (Cina: Simon de Pury e Jaques Barrier), Australia (cultura aborigena Luc Berthier), America (Valerie Cueto), Europa (Jean Nöel Schifano e Maria Savarese) assegnerà il premio “Il Giallo di Napoli” che consisterà in un soggiorno nel più bel albergo di Napoli per una settimana per l’artista straniero; per l’artista napoletano, la scelta di un soggiorno in una città straniera.
L’iniziativa seppur unica e privata, così come è nata all’origine, è stata inserita nell’ambito del programma del Forum delle Culture 2013 per volontà dell’assessore Nicola Oddati che sottolinea: ”Napoli tra cinque anni per centouno giorni ospiterà i cinque continenti e inserire Il progetto Il Giallo di Napoli in questo percorso era l’azione più naturale da compiere per lo spirito che lo anima in linea con il Forum” e continua: “Ho proposto di inaugurare la mostra entro la fine di ottobre perché in quel periodo per l’Accampamento della Pace ospiteremo cento bambini. L’idea è quella di una rassegna d’arte dedicata ai giovani e ai giovanissimi, una sorta di Biennale”.
Napoli, dunque, non solo ombelico del Mediterraneo ma futuro ombelico del mondo, piccolo sole, di quel suo giallo, tonalità molto chiara, un giallo che nel logo del sito è accompagnato dal rosso borbonico perché dietro quella tonalità, da riflessione di Schifano: ”vi è nascosta una parte della storia della città che non si può dimenticare” così come lo è il tufo (giallo Napoli), che se nascosto e al buio resiste come ha fatto sino ad ora a tutti bradisismi e scosse telluriche.
Un museo open air è il progetto promosso da City Management, società specializzata in eventi per la Pubblica Amministrazione che gestisce il Circuito Nazionale MUSAE 2008 con l’intento di creare un dialogo tra l’arte e il luogo urbano come ponte e corridoio di comunicazione e di fusione.
MUSAE Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente, progetto destinato agli under 35, per questa edizione parte dalla periferia di Napoli, l’area Nolana: Carbonara di Nola, Cimitile, Liveri, Marigliano, Nola, Palma Campania, Roccarainola, Visciano con il patrocinio della Provincia di Napoli e della Regione Campania. In questi Borghi, dal 27 al 30 Marzo, si svolgerà con un’esposizione itinerante di produzioni artistiche plastiche, fotografiche, multimediali, luminose, video e video arte, land art, body art, design e moda, performance vetrina di talenti locali quanto stranieri.
La prima tappa del progetto si caratterizza per l’accostamento alle risorse artistiche, architettoniche, archeologiche ed urbane, connubio volto anche ad un’ottica di turismo lontano dai soliti cliché, quali mare e monti, e che va cercando tra i borghi e castelli tracce di storia ugualmente importante pari a quelle delle mete da sempre visibili e più gettonate. L’iniziativa è una splendida occasione per scoprire le vie dell’arte in un ‘fare’ sistema, network e sinergia contemporaneo volto alla scoperta della creatività dei giovani e giovanissimi che grazie al Premio MUSAE potranno avere l’opportunità di una distribuzione nazionale della loro opera attraverso la vetrina del circuito.
Il Circuito gode del patrocinio del Ministero delle Attività e Beni Culturali, delle principali Accademie di Belle Arti Nazionali, degli Enti Locali partecipanti e delle Fondazioni, per perseguire il progetto di sviluppo e sposalizio dell’arte con l’arredo e il luogo urbano proponendo un vassoio di talenti originali ed emergenti.
Più Libri Più Liberi si chiama così la fiera della piccola e media editoria che giunge alla sua sesta edizione e che avrà luogo dal 6 al 9 dicembre al Palazzo dei Congressi a Roma.
Il programma di quest’anno non è ancora noto ma possiamo dare uno sguardo ai dati dell’anno passato e a quanto stia avvenendo in termini di crescita nel settore.
Senza dubbio il nome dato alla Fiera della Piccola e Media Editoria cade nell’accezione del legame tra libertà della scrittura e della pubblicazione e ci pone dinanzi a domande sempre attuali: la letteratura, oggi, è libera? Vi è libertà nella pubblicazione di un libro, se si, di quale genere? Una maggiore quantità di libri è indice anche di maggiore libertà?
Sicuramente, le pubblicazioni oltre che la loro qualità, anche per la loro qualità sono un indice della manifestazione ed applicazione concreta del pluralismo delle idee e della libertà di pensiero e di parola in base all’Art. 21 della Costituzione, nonchè della conseguente stampa che da al concetto la veste di parola visiva, confezionata in maniera trasversale, per poi essere diffusa dallo scaffale anche attraverso i media.

Ne avevamo già parlato il 12 Agosto.
Repubblica ci propone una gallery di un festival ad hoc in Bulgaria.
IN CRESCITA LE VENDITE DEI LIBRI E I VISITATORI
PIù DEL 20 PER CENTO DI PRESENZE IN PIU’ RISPETTO AL 2006
Comitato di esperti e associazione già al lavoro per la prossima edizione
“Un bellissimo spazio, che io stesso avevo segnalato un anno fa, una fiera piena di gente, soprattutto giovani. Credo che il bilancio sia più che positivo: Galassia si conferma un appuntamento importante, per il suo ruolo di promozione del libro e per le sue iniziative legate alla scuola e ai ragazzi”. Il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino ha visitato Galassia Gutenberg , passeggiando a lungo tra gli stand e soffermandosi nello spazio mostre dedicato ai carnet de voyage. Accolto con calore da espositori e visitatori ha avuto in regalo libri e un Moleskine illustrato dall’artista spagnolo Enrique Flores. Una “mattonella” di Gay Odin che riprende il “faro – polipo” di Galassia Gutenberg 2007 disegnato da Ferruccio Orioli è stato l’omaggio dell’Associazione a Bassolino per i suoi prossimi sessanta anni .
“Siamo molto soddisfatti: la crescita delle presenze è di circa il 20% in più rispetto allo scorso anno, abbiamo raggiunto oltre 45.000 ingressi, un successo di pubblico che si è avvertito tangibilmente passeggiando tra gli stand e si evince dal significativo incremento di vendite di libri”. Franco Liguori tira le somme di questa “nuova” Galassia Gutenberg che, superata la crisi degli ultimi anni e trovata la sua sede definitiva nella Stazione Marittima, si ripropone come la più importante fiera del libro del Sud Italia, con particolare attenzione alle tematiche del Mediterraneo e alle attività di promozione della lettura. Cinquemila metri quadri allestiti, un piano dedicato alla scuola e ai laboratori e nove sale che hanno ospitato nei quattro giorni duecento tra presentazioni e incontri. Grande successo hanno avuto le due iniziative legate al tema del “libro in viaggio”: il bookcruising per i quali sono stati etichettati quattrocento volumi “imbarcati” dai passeggeri delle crociere MSC e il treno dei libri, organizzato in collaborazione con la rivista Leggere: tutti che ha portato da Roma a Napoli ottocento tra scrittori e lettori. “Sono due iniziative che vogliamo riproporre anche il prossimo anno – spiega Liguori – Allargando, se è possibile, anche ad altri porti ed altre stazioni”. Soddisfatti in generale anche gli espositori, che si preparano già alla prossima edizione. Per Ausilia Veneruso de La Conchiglia quest’anno è stata “buona l’organizzazione e la location. Per la prossima edizione bisogna aprire sempre più al Mediterraneo, coinvolgendo anche gli editori stranieri”. Un progetto per attrarre editori da Spagna, Francia e nord Africa è quello che si auspica anche Eddy Colonnese. “Non abbiamo più motivi per lamentarci su spazi e servizi: la location è stata un successo. Rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento delle vendite ed ora si può realmente parlare di prospettive e partire in anticipo sull’edizione del 2008 con un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni e le associazioni culturali. Credo che il futuro di Galassia debba dare spazio all’editoria straniera attraendo editori spagnoli, francesi e mediterranei posizionandosi al centro del Mediterraneo”. Tullio Pironti è più che soddisfatto:“Avevo dichiarato su La Stampa che questa era per Galassia la prova di appello: credo l’abbia brillantemente superata. Ottima la scelta della Stazione Marittima, funzionali gli spazi che la rendono più raccolta. Credo che come il Premio Napoli ha superato gli anni di crisi con la presidenza di Ermanno Rea, anche Galassia è ormai uscita dal suo momento critico”. Per Claudio Bartiromo di Einaudi la scelta della sede è migliore rispetto all’anno scorso, con una maggiore affluenza e un pubblico qualitativamente migliore. “I Tascabili sono stati molto venduti e abbiamo approfittato di Galassia per lanciare la nostra politica di incentivi alla lettura attraverso l’attivazione di conti aperti tutto l’anno”.
“Abbiamo venduto più del doppio dei libri dello scorso anno – spiega Paolo Pisanti editore, presidente dell’Associazione Librai Italiani ed espositore con lo stand Mondadori – Mi voglio impegnare in prima persona per portare a Napoli i grandi nomi dell’editoria nazionale e con loro anche autori e novità. Credo che Galassia Gutenberg oggi possa di nuovo essere una fiera interessante per il mercato italiano”. “Dobbiamo ancora ottimizzare gli spazi e forse potremmo anche allargarci – dice l’editore , componente del comitato di esperti della filiera del libro a sostegno di Galassia – L’obiettivo è quello di avere più espositori qualificati e una segnaletica esterna e interna più incisiva e visibile”.
“Vendite in crescita, persone soddisfatte, spazio adeguato: tutto positivo – dichiara Raimondo De Maio Dante & Descartes – Meglio pochi espositori con idee da proporre, perché alla fine sono quelle a far vendere”. Per Nietta Caridei di Edizioni D’If c’è stata maggiore agibilità rispetto all’anno scorso, più organizzazione e maggiori benefici per pubblico ed espositori. Per Simona Marino di Filema non bisogna perdere d’occhio l’aspetto “fiera” della manifestazione. “Ora che abbiamo una sede adatta e un buon progetto culturale, dobbiamo far ritornare quegli editori che sono andati via. E credo che il tam tam positivo tra gli addetti ai lavori porterà i suoi frutti”. Riccardo Brun parla dell’esperienza di Stampa alternativa: “In un contesto come questo, più raccolto, si lavora meglio. Buone le vendite per noi che non siamo presenti ovunque e quindi riscontriamo molta curiosità da parte del pubblico”. Per la Cuzzolin Editore spazi, interessi e vendite migliori rispetto alla passata edizione. “Location più attrezzata e facilmente raggiungibile”.
Per Michele Di Salvo la Stazione Marittima è la scelta migliore: “Spero che si possa però puntare su comunicazione e pubblicità tutto l’anno per incrementare presenze di espositori e pubblico”.
SE NE DISCUTE A GALASSIA. FARE RETE O FARE PUBBLICO?
In che modo fare Cultura a Napoli oggi? Di quali culture si discute? E quali le culture da promuovere?
Il convegno organizzato a Galassia Gutenberg:”Quali Culture oggi a Napoli? E’ possibile una rete tra le istituzioni culturali della città?”, moderato dal Generoso Picone de Il Mattino, tenutosi ieri nella Sala Vasco da Gama, ha messo a fuoco, alla luce delle attuali metodologie di convergenza delle forze operanti, in qualità di stakeholders, e creazione di nuove sinergie, lo stato attuale del ‘fare rete’ tra le istituzioni locali e le istituzioni culturali presenti sul territorio o rappresentanti di paesi esteri.
Per Edoardo Cycelin, del Madre, “a Napoli, ciò che manca è il luogo d’incontro tra Cinema e Musica, un luogo sia di produzione e di circolazione di idee, un vero e proprio spazio polifunzionale della musica dove gli artisti, che attualmente non lo sono, possano confrontarsi e dialogare fra di loro”.
Silvio Perrella, Presidente Fondazione Premio Napoli, parla della Fondazione come un luogo che si presta alla sua città per elaborare le sinergie; di fatti, “è prevista per il 12 ottobre 2007 al Teatro San Carlo, la proiezione del film di Roberto Rossellini, Viaggio in Italia, con Ingrid Bergman, pellicola che risale alla fine del dopoguerra nei primissimi anni’50, per il modello di uno sguardo conoscitivo che ancora, oggi, nel 2007, può, ancora, interessare la città” . “Sicuramente – sottolinea Perrella – la congiunzione delle risorse private a quelle pubbliche è necessaria”.
Cruciale l’osservazione di Francesco Pinto, Responsabile Centro Rai Napoli, che sottolinea come “a Napoli la crescita culturale vada o per visione o per accelerazione e mai per un processo graduale. Il nocciolo della questione è: creare la rete o il pubblico? La rete, in sé, regge poco, si sfilaccia presto – commenta Pinto – occorre fare progetti. Ci sono i grandi progetti e i piccoli progetti. Per ambedue occorrono lo stesso tempo ma un impegno di risorse economiche diverso. I grandi progetti non si fanno tutti e si scelgono in base alla coalizione e agli interessi politici e mediare gli interessi risulta difficile. Accelerare lo sviluppo o seguire lo sviluppo? In questo, la Spagna, credo ci stia dando una grande insegnamento. Il format “7 Vite” è un format spagnolo e quello di “Un posto al Sole” è anglosassone, ciò è segno di mancanza di creatività e di idee in loco”.
“Napoli è una città molto ricca e solida nel suo rapporto tra le istituzioni e la Cultura – afferma la Sen. Anna Maria Carloni – e secondo me, Napoli ha realizzato molto in merito. Creare la Governance o il Pubblico è di certo una questione importante e vanno coinvolte tutte le forze perché la Cultura è un bene comune di tutti”
Al tavolo della discussione, un punto di vista diverso è la voce del Direttore dell’Instituto Cervantes di Napoli, Josè Vicente Quirante Rives che muove un’osservazione molto critica verso ‘la inteligencia’ napoletana e si meraviglia di come non si interagisca a sufficienza con gli istituti di cultura che servono per raggiungere e creare ponti di contatto e joint culturale con i paesi che rappresentano e, soprattutto, sulla mancanza di pianificazione anticipata degli eventi ed una grande abilità nel ridursi all’ultimo minuto per organizzare un ‘qualcosa’ (e come dargli torto) e sul cinema osserva:”l’Italia è un paese dove non esiste il cinema in lingua originale”
Il “quid” rimane: Governance o Pubblico? Sempre un’opzione e mai l’addizione. Fare rete significa realizzare un indotto che ha il suo target e quindi il suo pubblico. L’uno non esclude l’altro, anzi, lo include.Dunque, perché pensare che realizzare la rete di sinergie, escluda tutto la creazione, o meglio, la formazione del pubblico? Del suo pubblico? Misteri dei convegni dove l’idea di base procede per sottrazione di qualche anello della catena e mai per addizione e completezza delle forze progettuali e dei risultati auspicati almeno lontanamente su carta. (Francesca Ferrara)
foto di Francesca Ferrara
Articolo scritto per Il Brigante
A Galassia Gutenberg 2007 è esposta per l’uso un’istallazione che fa vivere nel mondo reale la filosofia di condivisione della Rete.
In tubi di plastica arancione, materiali ricliclati dalle grondaie, chi vuole può lasciare i libri già letti – come per il crossbooking – ma anche altri oggetti che possono essere presi da chiunque e riutilizzati.
MyTube è realizzata dagli studenti del Corso di Laurea in Disegno Industriale, Facolta’ di Architettura della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli.
“Con MyTube si scambiano oggetti reali come testi, foto, poster, DVD, CD,etc. -spiega Antonio Prigiobbo del gruppo che ha realizzato l’installazione – è un arredo urbano di uso civico, favorisce la cultura dello scambio come accade in Rete e la cultura del riciclo che dovrebbe sempre più affermarsi, specialmente qui da noi.”
Per informazioni 335.6625535
Per scaricare le foto, qui.










