La proposta.
Velardi: iniziativa da seguire
Idea da Assisi cassonetti decorati

di Francesca Ferrara
L’annuncio dell’ intenzione di esportare a Napoli l’ iniziativa “Cassonetti d’ Autore” realizzata ad Assisi è stata data in Second Life alla UnAcademy dal sindaco Claudio Ricci. L’iniziativa è volta alla decorazione con soggetti artistici d’arte contemporanea dei cassonetti per i rifiuti ai fini di migliorare la qualità dell’ arredo urbano e creare un elemento di interesse, anche culturale. «Mi sembra una splendida idea. Ne vengo a conoscenza in questo momento – afferma l’ assessore regionale al Turismo Claudio Velardi – questa è una iniziativa che mi colpisce, originale, la trovo molto interessante e se fosse possibile portarla avanti anche a Napoli sarei felicissimo di contribuire». Claudio Velardi, inoltre, ricorda: «Abbiamo fatto un lavoro molto simile, che adesso inizia ad essere apprezzato in modo evidente anche dai cittadini, nella zona di Piazza Garibaldi, dove ci sono i cantieri che abbiamo ricoperto con quelle bellissime immagini di Napoli e, soprattutto, quello che mi pare importante è che questi manifesti non vengono vandalizzati e sporcati». «In realtà – prosegue l’ assessore regionale al Turismo – quando alla popolazione viene chiesto dalle istituzioni e da parte della classe dirigente di collaborare civilmente i napoletani lo fanno e sono felici e lieti di farloe anche un’ iniziativa del genere, sull’ abbellimento dei cassonetti, potrebbe essere molto carina e molto interessante. La farò mia e cercherò di portarla avanti». Il progetto “Cassonetti d’ Autore” è stato presentato dal sindaco di Assisi in una lettera e posto all’ attenzione del sottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso. C’è l’ interesse dell’ assessorato regionale campano al Turismo e i cassonetti artistici potrebbero rivelarsi una ulteriore iniziativa tesa a superare anche il grave deficit di immagine causato dalla crisi dei rifiuti che ha colpito Napoli e la regione dall’ inizio di gennaio.

L’idea è di Gabriella Stazio, direttrice della famosa e nota scuola Movimento Danza. In occasione del Napoli Teatro Festival Italia, la danza contemporanea scende in campo attraversando le strade del centro di Napoli in performance dal taglio urbano ora mimetico ora circense da strada. Il progetto si chiama ZAC ovvero Zona di Attacco Creativo: un happening per far comprendere che non esistono limiti alle aree e spazi dedicati alla creatività. La regia dell’evento dentro l’evento è curata dalla stessa Gabriella Stazio. Il prossimo weekend sarà possibile esserne pubblico passeggiando per la Zona 3 e la Zona 4 indicate sul sito. Dalle 18 alle 20,30 venerdì e dabato dalle 18 alle 24 circa uno sciame di performer e di creativi si esibirà animando quetsi percorsi urbani e restituendo un feedback di vitalità alla città e al sistema ‘fare arte e cultura’ nonostante il momento critico e sociale che attraversa la città.
“Non è solo malavita diffusa, droga, spari, terrore, omicidi, racket.
La camorra rappresenta un ‘modo d’essere’. In fondo, la camorra fa comodo.
E noi siamo tutti ‘camorristi’ “ sono le frasi scottanti del testo del giornalista Mario Fabbroni, responsabile dell’edizione napoletana del free-press Leggo che a partire da domani, (inaugurazione alle 19) verranno proiettate al CAM – Casoria Contemporary Art Museum diretto dall’artista e curatore Antonio Manfredi, coadiuvato da un staff di giovani professionisti. Quindici gli artisti napoletani interrogati per parlare di Camorra come non se n’era mai parlato prima: una piaga della società che diventa (anche in un’accezione provocatoria) argomento di installazioni e opere d’arte contemporanea e che trasforma due cronisti in videoartisti. Bruno De Stefano, redattore del free-press City nel suo testo dedicato alla mostra scrive: “I camorristi sono ladri e assassini che si sono arricchiti alle spalle della collettività trasformando intere zone della Campania in aree povere, degradate e senza speranza. (…) I camorristi vogliono fare soldi e non la guerra, per cui vanno sempre alla ricerca di alleati e non di nemici”.
Ma oltre a queste parole ci sono domande dinanzi ai problemi quotidiani che affliggono la qualità della vita: smaltimento rifiuti, racket, droga, degrado sociale, finanziamento di attività illegali.
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello, Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Sebastiano Deva, Giuseppe Di Guida, Luciano Ferrara, Barbara La Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Pica Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio Riccio, Federica Rispoli insieme ai due giornalisti Bruno De Stefano e Mario Fabbroni hanno risposto all’appello di Antonio Manfredi per la mostra CAMorra – The art Exhibition realizzando opere di pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, performances che tra ironia, simboli e folklore raccontano lo status camorristico e lo status in cui l’esistenza della Camorra comporta per la popolazione locale.
Come non pensare al mare di spazzatura in cui naviga Napoli da mesi guardando la salvifica Madonna che si staglia sui cumuli colorati e maleodoranti nell’opera provocatoria Nostra signora della monnezza? O come non sorridere dinanzi alla statua di Padre Pio che in cima ad una montagna di copertoni sembra difenderne l’incolumità dal vandalismo incendiario?
“CAMORRA è una mostra che ho intenzione di portare in giro – spiega il curatore Antonio Manfredi – e sarà ospitata anche in Spagna, Germania e Olanda, anche se non con lo stesso titolo”.
Il racconto sulla malavita in un approccio trasversale e artistico è visitabile sino al 20 luglio il martedì-giovedì-sabato 17.30/20.30 e la domenica 10.30/13.00 per visite di gruppo lunedì-mercoledì-venerdì 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento.
Reconnecting Naples, in libreria il tabloid in inglese su Napoli
Il progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città
di Francesca Ferrara
Reconnecting Naples è il nome dato al tabloid di sedici pagine in distribuzione internazionale realizzato in occasione di N.EST 2.0 - The making of the city/ Disegna la tua città a cura di Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo – un’opera in forma di database on line ideata e diretta dagli architetti napoletani Danilo Capasso, Giovanni Ferrarelli con Massimiliano Rianna e Diana Marrone – ospitata presso la Project Room del Museo Madre – Donna Regina, dal 13 gennaio al 25 febbraio.
Il progetto editoriale è co-prodotto da N.EST Napoliest e Archis Foundation, disegnato da Danilo Capasso, distribuito a livello mondiale in lingua inglese e allegato al n.15 di Volume Magazine di Amsterdam. A rappresentare la rivista bimestrale durante gli incontri del progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città, l’editore Arjen Oosterman, la direttrice Lilet Breddels e il redattore Christian Ernsten insieme a Flavio Albanese, direttore di Domus, la rivista italiana di architettura.
«Ho conosciuto Christian Ernsten – ricorda Diana Marrone – ideatrice e promotrice del tabloid- ad un festival di architettura in Sardegna e da quell’incontro abbiamo cominciato a ragionare di cose che ci interessavano tra cui un incontro tra Domus e Volume. N.EST. è stata l’occasione giusta per passare ad una concreta azione con entrambe le redazioni che discutevano della città e della sua periferia orientale con l’aiuto nel momento peggiore della ultima crisi dei rifiuti, a febbraio scorso».
Il tema-sfida lanciato da Volume è stato la ricerca di uno shelter (riparo, container) per la città partenopea: quali misure adottare e strutture realizzare ai fini di una nuova industria della conoscenza e condivisione del sapere, creando uno sviluppo sostenibile e avviando un processo di vivibilità e funzione produttiva sociale delle aree degradate. Vecchi porti e magazzini da trasformare in luoghi per artisti e creativi così come avviene già da tempo in altri paesi europei. La redazione temporanea del tabloid costituita da un gruppo di architetti, intellettuali e scrittori, sotto i quarant’anni, che hanno a cuore il futuro della città, in un esemplare esperimento di democrazia digitale e partecipativa, ha prodotto contenuti in dieci giorni cercando di dare una risposta e magari anche una soluzione agli input olandesi.
«Reconnecting Naples non la vogliamo considerare un’esperienza conclusa – sottolinea Diana Marrone. Innanzitutto, come richiesto da più parti, pubblicheremo dal 19 giugno le versioni in italiano degli articoli. Poi vogliamo approfittare dello slancio di tante persone che ci hanno seguito per farne un periodico digitale, da esportazione, in inglese. Lo riteniamo indispensabile per inserire le nostre, speriamo utili, osservazioni e ricerche sulla città condivisibili con il massimo numero di persone possibili».
Tra i contributors, il giornalista e scrittore napoletano Riccardo Brun, con il suo racconto/diario di un mese tipo a Napoli “Pianura on fire”. Due gli editoriali che aprono le fitte pagine ricche di immagini, disegni, piantine a colori e in bianco e nero: “Tombola – Napoli 2013?”, breve tranchant di Diana Marrone in cui si analizzano gli investimenti del settore cultura effettuati per il Forum delle Culture e “Connecting Naples” di Arjen Oosterman, lungo e appassionato pezzo che butta lo sguardo sull’atavico isolamento della città.
Il tabloid su Napoli esce nelle edizioni estere affiancato anche ad uno speciale su Kabul. Le due città accomunate da uno stesso RSVP event, il n. 12 , per l’eccezione sdoppiato in un’emergenza A (Napoli) e una B (Kabul).
La rivista di N.EST sarà disponibile sia in versione semplice che in un packaging speciale per l’occasione. Un’edizione limitata di sole 25 copie che verrà presentata il 19 giugno in un happening alle ore 18:00 presso il Tiberio Palace Hotel sito nella zona industriale di Gianturco. Il prezzo, per ambedue le versioni, è di 3 euro a copia.
Reconnecting Naples potrà essere acquistato, insieme alla rivista Volume, nelle migliori librerie di architettura oppure on line sul sito Archis . Sarà presente sullo scaffale napoletano presso la Libreria Libridò di Via San Sebastiano. Per gli amanti del download, sarà possibile dal sito di N.EST scaricare il .pdf in italiano dell’intero inserto.
(18 giugno 2008)
Nasce VisioNa: Comicon più NapoliFilmFestival più CartooNa – Festival di Aminazione e Luz – Festival Internazionale di Fotografia.
La manifestazione, grande contenitore di una fusione sinergica tra kermesse affini, è sostenuta dall’Unione Industriali di Napoli e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano oltre che dall’organizzazione del Forum Universale delle Culture Napoli 2013.
In una Napoli afflitta dai tanti problemi, come criminalità e rifiuti, dal direttore del Comicon Claudio Curcio solo parole di ottimismo: “Il progetto di VisioNa vuole essere un segnale di impegno e speranza. La cultura non può risolvere tutto ma può dare un contributo alla rinascita della città”.
“Sia il NapoliFilmFestival che il Comicon – ricorda il direttore del NapoliFilmFestival Davide Azzolini - sono presenti a Napoli da dieci anni e sono ormai due realtà che portano in città ogni anno artisti di livello mondiale. Ora ci sentiamo pronti per fare un passo in avanti e portare un contenitore stabile di arti visive”.
“La scelta di VisioNa come sinergia tra NapoliFilmFestival e Comicon è sicuramente vincente – sottolinea l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati. L’obiettivo del Forum è di promuovere le eccellenze di Napoli che poi materialmente contribuiranno nel 2013 a formare il calendario degli eventi nei 101 giorni del Forum. E le arti visive avranno ovviamente un peso specifico importante che verrà costruito anche grazie a VisioNa da qui al 2013, ma anche negli anni successivi”.
Segnali forti, sono stati subito raccolti con entusiasmo dal regista Paolo Sorrentino, direttore artistico di VisioNa 2008, che lancerà presto alcune delle personali proposte artistiche appena terminata la produzione del suo nuovo film Il Divo.
Partecipe a VisioNa anche il produttore cinematografico napoletano Nicola Giuliano che attraverso il nuovo contenitore della arti visive vuole rilanciare il progetto di creazione di una Casa del Cinema a Napoli con una “Cineteca cittadina – spiega Giuliano – una sala di proiezione dove proporre il cinema classico, un centro di formazione per i giovani che vogliono avviarsi alle professioni del cinema”.
Il primo evento previsto all’interno di Visiona 2008 sarà la decima edizione del Comicon che si svolgerà a Castel Sant’Elmo dal 24 al 27 aprile.
All’interno di Comicon e del NapoliFilmFestival (che si terrà a giugno) si svolgerà poi CartooNa, il nuovo festival dell’animazione diretto da Mario Violini e che ha già ottenuto il pieno sostegno di Cartoon Network, che celebrerà a Napoli i dieci anni delle Superchicche.
A fine 2008 si svolgerà invece Luz, il nuovo festival della fotografia diretto da Matteo Linguiti.
L’ultimo giorno di allestimento è il 5 Maggio, presso il Pan|Palazzo Arti Napoli (Project Room), della mostra di Svjetlan Junaković - Il Circo Volante – inaugurata il 26 marzo: la prima retrospettiva in Italia dell’artista croato prodotta da Cactus Studio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Claudia Sonego, per la tappa primaverile della quarta edizione di Girogirotondo, cambia il mondo 2008: il progetto dell’associazione culturale Ko librì ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle “Monellerie d’autore”.
Sono circa 130 le opere esposte fra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni. L’artista, che vive e lavora a Zagabria, di formazione accademica scultore, si è dato successivamente all’illustrazione di libri per bambini che hanno riscosso successo e sono stati pubblicati in venti paesi e il cui messaggio universale di concezione della vita si è spinto oltreconfine.
Il titolo della mostra è volutamente metaforico e simbolico perché così come accade sotto il tendone di un circo, anche il palcoscenico della vita è una carrellata di animali e performace dell’esistenza quotidiana: aspetti tristi, felici, coraggiosi, vigliacchi, eroici, comici, grotteschi, e surreali o metafisici. L’impronta materica, data dal diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è viva nei suoi disegni dove si evince la forte fantasia tessitrice di plot narrativi figurati e idonei a raccontare il mondo così come è ai più piccoli senza per questo escludere i grandi. Le opere esposte al PAN sono una vetrina di territori pensati, ideati ed elaborati con colore, carta, legno, terracotta, materiali inerti che sottolineano anche lo stile di vita e il pensiero che contraddistingue l’autore e i ritmi personali della sua esistenza.
Svjetlan Junaković recupera la tradizione pittorica e per la figurazione, fortemente stilizzata e semplificata; mette al centro l’energia prorompente del corpo sia maschile che femminile, esuberante ma vitale, prediligendo i soggetti in movimento, nell’ atto di compiere un’ azione (camminare, volare, danzare, corteggiare, banchettare, disegnare, ecc.); le sue immagini caricate di molteplici significati: sia al proprio che a quello che ogni visitatore può restituire e rimandare. Una mostra dall’ingresso libero: peccato perderla per figli, scolari e genitori ed artisti di genere e non far incontrare le proprie ‘monellerie’ con quelle dell’artista che nei versi di Dylan Thomas riflette il suo sentire artistico: “Nella mia arte scontrosa o mestiere”.
Alla città di Napoli ci sono taluni colori che vengono assegnati inevitabilmente perché associati ad un prodotto tipico locale come la pizza oppure al territorio come il blu del mare ma quello che più di tutti primeggia è quello del Sole: il Giallo che dà nome alla kermesse d’arte, itinerante, Il Giallo di Napoli, ideata da Jean Nöel Schifano e Maria Savarese dell’Associazione Culturale Canvas, che verrà inaugurata entro la fine di ottobre 2008 e che ha per missione, durante i circa due mesi di esposizione, il richiamo di tutti gli artisti (fotografi, scultori, pittori sia partenopei che provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’America e dall’Australia, oltre che dal resto d’Europa) per un totale di circa centocinquanta opere allestite nelle strade, nelle piazze, nei giardini, nelle chiese, nei castelli, nei teatri e nei negozi. Un vero e proprio yellow on the road che avrà come ulteriori sedi espositive i centri di cultura italiana di Parigi, Barcellona e Atene.
A chiusura della mostra, che al momento è nel pieno dei preparativi work in progress, una commissione costituita dall’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati, il presidente della Regione Campania, il Sindaco di Napoli e i cinque commissari coordinatori e rappresentanti dei cinque continenti Africa, (Pierre Arouche), Asia (Cina: Simon de Pury e Jaques Barrier), Australia (cultura aborigena Luc Berthier), America (Valerie Cueto), Europa (Jean Nöel Schifano e Maria Savarese) assegnerà il premio “Il Giallo di Napoli” che consisterà in un soggiorno nel più bel albergo di Napoli per una settimana per l’artista straniero; per l’artista napoletano, la scelta di un soggiorno in una città straniera.
L’iniziativa seppur unica e privata, così come è nata all’origine, è stata inserita nell’ambito del programma del Forum delle Culture 2013 per volontà dell’assessore Nicola Oddati che sottolinea: ”Napoli tra cinque anni per centouno giorni ospiterà i cinque continenti e inserire Il progetto Il Giallo di Napoli in questo percorso era l’azione più naturale da compiere per lo spirito che lo anima in linea con il Forum” e continua: “Ho proposto di inaugurare la mostra entro la fine di ottobre perché in quel periodo per l’Accampamento della Pace ospiteremo cento bambini. L’idea è quella di una rassegna d’arte dedicata ai giovani e ai giovanissimi, una sorta di Biennale”.
Napoli, dunque, non solo ombelico del Mediterraneo ma futuro ombelico del mondo, piccolo sole, di quel suo giallo, tonalità molto chiara, un giallo che nel logo del sito è accompagnato dal rosso borbonico perché dietro quella tonalità, da riflessione di Schifano: ”vi è nascosta una parte della storia della città che non si può dimenticare” così come lo è il tufo (giallo Napoli), che se nascosto e al buio resiste come ha fatto sino ad ora a tutti bradisismi e scosse telluriche.
Un museo open air è il progetto promosso da City Management, società specializzata in eventi per la Pubblica Amministrazione che gestisce il Circuito Nazionale MUSAE 2008 con l’intento di creare un dialogo tra l’arte e il luogo urbano come ponte e corridoio di comunicazione e di fusione.
MUSAE Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente, progetto destinato agli under 35, per questa edizione parte dalla periferia di Napoli, l’area Nolana: Carbonara di Nola, Cimitile, Liveri, Marigliano, Nola, Palma Campania, Roccarainola, Visciano con il patrocinio della Provincia di Napoli e della Regione Campania. In questi Borghi, dal 27 al 30 Marzo, si svolgerà con un’esposizione itinerante di produzioni artistiche plastiche, fotografiche, multimediali, luminose, video e video arte, land art, body art, design e moda, performance vetrina di talenti locali quanto stranieri.
La prima tappa del progetto si caratterizza per l’accostamento alle risorse artistiche, architettoniche, archeologiche ed urbane, connubio volto anche ad un’ottica di turismo lontano dai soliti cliché, quali mare e monti, e che va cercando tra i borghi e castelli tracce di storia ugualmente importante pari a quelle delle mete da sempre visibili e più gettonate. L’iniziativa è una splendida occasione per scoprire le vie dell’arte in un ‘fare’ sistema, network e sinergia contemporaneo volto alla scoperta della creatività dei giovani e giovanissimi che grazie al Premio MUSAE potranno avere l’opportunità di una distribuzione nazionale della loro opera attraverso la vetrina del circuito.
Il Circuito gode del patrocinio del Ministero delle Attività e Beni Culturali, delle principali Accademie di Belle Arti Nazionali, degli Enti Locali partecipanti e delle Fondazioni, per perseguire il progetto di sviluppo e sposalizio dell’arte con l’arredo e il luogo urbano proponendo un vassoio di talenti originali ed emergenti.
Terz’ultimo appuntamento con la Rassegna Danza D’Autore al Teatro Delle Palme di Napoli. La storia della marionetta Petrushka, burattino senz’anima di Igor Stravinsky, nella rilettura contemporanea del coreografo Matteo Levaggi è bel lontana dai cultori della tradizione. Il movimento mimico dei danzatori che restituiscono l’immagine e la suggestione della marionetta è chiaro ma appare quasi dissonante con il pentagramma da sempre accompagnato da ben altri disegni coreografici benché si tratti di “una visione contemporanea, metafisica, disumanizzata e poetica, fondata sul ritmo, sul fraseggio e sulla dinamica” come lo stesso Levaggi spiega.
Il Balletto Teatro di Torino (Viola Scaglione, Manuela Maugeri, Selene Manzoni, Luca Martini, Mattia Furlan, Pedro Gonzales, Matteo Levaggi, Takashi Setoguchi) porta in scena anche un altro progetto “The Bee Dances”, creato sulla famosa e trascinante musica di Michael Nyman, composta per il film “Lezioni di Piano” di Jane Campion, in cui l’ispirazione di estrazione classica ispirata ai grandi maestri come Balanchine, Forsythe e Cunningham, si sposa perfettamente con la melodia, sfondando uno spazio aperto dovuto alla inesistenza di una tradizione coreografica originale. In questo balletto note e corpi si spingono e si rincorrono come funamboli. L’energia giunge al pubblico che a fine spettacolo si alza emozionato.
Per la rassegna Danza D’Autore il secondo appuntamento fuori kermesse ha visto protagonista la giovane promessa della coreografia contemporanea campana, Giuseppe Parente e il suo corpo di ballo presentato e promosso dalla scuola di danza Körper.
1030, anno di fondazione della prima contea normanna, Aversa.
Giuseppe Parente porta in scena la storia della discesa del popolo normanno in Italia e della fusione della cultura vichinga con quella meridionale.
Il progetto coreografico punta allo sdoppiamento della figura umana: prima solo la parte oggettiva, un uomo macchina, dalla natura robotica che non riesce ad interagire con gli altri soggetti; nel secondo tempo, invece, acquista umanità e con essa calore, pulsione, dimensione sociale.
L’uomo acquista un’individualità che lo rende soggetto e non più oggetto.
In scena Veronica Abate, Manuela Armogida, Francesco Capuano, Natascia Corradino, Sonia di Gennaro e Patrizia Inzaghi.
Giuseppe Parente, domina la scena nel movimento coreografico da lui ideato e studiato per raccontare, sotto una luce diversa, quanto più lontano oggi si possa considerare come storia rispetto all’era moderna e contemporanea. La chicca, la presenza in scena di una vocalist, Antonella Maisto sulle musiche originali de I Letti Sfatti, che con il suo canto introduce l’incipit narrativo, riscalda l’atmosfera di una scena spoglia, minimalista ed essenziale, accompagna le vibrazioni dei corpi dei danzatori che con grande fluidità danno vita alla creazione del regista e primo ballerino.
Sull’originalità e la ricerca storica e stilistica del concept dello spettacolo non vi sono dubbi.












