di Francesca Ferrara
Si respira aria di fiction al Vomero, uno dei quartieri dove sono stati allestiti i set di alcune scene del film che Marco Risi sta girando. “Fortapasc” è il titolo provvisorio della pellicola che parla degli ultimi quattro mesi di vita di Giancarlo Siani, il giovane cronista del Mattino, ucciso dalla Camorra, a soli ventisei anni, a bordo della sua Mehari Citroën, in via Vincenzo Romaniello, il 23 settembre del 1985.
Arrivano alle 15:00 i tir della produzione in via Morghen, di fronte alla stazione della Funicolare di Montesanto. Impiegano mezz’ora per incolonnarsi e parcheggiare l’uno dietro l’altro: costumi, impiantistica, camerini. La scena dell’omicidio verrà girata in serata all’inizio di Via Aniello Falcone e la fine di Via Cimarosa. E’ una scena importante e impegnativa, una delle ultime che verranno girate in queste ore. L’ultimo ciak, dedicato al processo, è domani nell’ex caserma Bianchini. Il pomeriggio passa tra lo studio del copione, preparazione al trucco-parrucco, allestimento del set.
Sono le 22:00 quando l’attore principale, Libero De Rienzo, Picchio per gli amici, durante una pausa, torna dal set. Troppa l’emozione per esprimere in una frase ad effetto e in poche parole cosa significhi per lui impersonare Giancarlo Siani.” Ho bisogno di dieci minuti per raccontarlo, seduti con calma. É una cosa complicata e profonda ma adesso devo correre sul set per ultimare le riprese”. Dietro le quinte, che sono rappresentate da quel lembo di marciapiede oscurato dalla presenza dei tir, le espressioni che si leggono sul volto degli addetti ai lavori raccontano poche ore di sonno e un eccesso di stanchezza; per girare le scene si fanno anche le quattro del mattino.
Nel cast Valentina Lodovini che interpreta Daniela, la ragazza di Siani, Daniele Pecci, Ernesto Mahiuex, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Renato Carpentieri ed Ennio Fantastichini che da vita al personaggio del Sindaco di Torre Annunziata che all’epoca per definire l’atmosfera che si respirava usò l’espressione “Fort Apache” pronunciandola alla napoletana da cui il titolo del film. Inserito nel copione anche il personaggio Rico, inventato ne L’Abusivo (Marsilio 2001) dall’amico fraterno e scrittore Antonio Franchini a cui da volto Michele Riondino. Rita Montes, la madre di Rico, ruolo che avrebbe dovuto interpretare Lina Sastri e tra le comparse-figurazioni anche Paolo Siani, fratello di Giancarlo, nella scena in cui il giovane cronista si reca presso una scuola per parlare con gli studenti del mestiere di giornalista.
La prima scena è stata girata a Torre Annunziata per poi proseguire le riprese in varie location individuate nei comuni vesuviani e alcune zone di Napoli come ad esempio Via Morghen dove è stata girata la scena del litigio tra Siani e la fidanzata. Iniziate il 3 giugno, le riprese termineranno sabato 26 luglio.
In una nota dell’ufficio stampa si legge l’intenzione del regista da cui è nato il progetto del film: ”Ci sono voluti ben sedici anni e diversi processi per comprenderne il perché. Il film non è una biografia, racconta gli ultimi quattro mesi della vita di Giancarlo e l’atmosfera in cui maturò la sua condanna a morte. E’ per me un film necessario – soprattutto oggi in una Napoli umiliata – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”.
Risi firma non solo la regia ma anche la sceneggiatura con Andrea Purgatori e James H. Carrington. L’appuntamento nelle sale cinematografiche è per il 2009 con distribuzione a cura della 01 Distribution e la produzione di Rai Cinema e Bibì Film TV.

Marco Risi firma la regia e la sceneggiatura di “Fortapasc”, il film che racconta gli ultimi quattro mesi di vita del giovane cronista Giancarlo Siani.
di Francesca Ferrara
“Fortapasc”, non un western, ma il titolo del film che vedremo sul grande schermo nel 2009, sulla vita di Giancarlo Siani, l’unico cronista ucciso dalla Camorra, il 23 settembre del 1985. Siani fu ucciso mentre ritornava a casa a bordo della sua Citroen Mehari in via Vincenzo Romaniello al Vomero alla giovanissima età di ventiseianni. Giancarlo Siani faceva il corrispondente per il Mattino diretto da Pasquale Nonno da Torre Annunziata, era un ’abusivo’, cioè un collaboratore in attesa di contratto e si interessava di cronaca giudiziaria.
Marco Risi firma la regia e la sceneggiatura scritta con Andrea Purgatori e James H. Carrington, incentrando la pellicola sugli ultimi quattro mesi di vita del giovane cronista: l’ambiente di lavoro, le persone e l’atmosfera in cui è maturata la decisione del suo assassinio in una sera di fine estate in cui a Napoli Vasco Rossi teneva un concerto al quale Giancarlo sarebbe dovuto andare con la sua ragazza. Il titolo del film prende spunto dalla napoletanizzazione di “Fort Apache”, che l’allora sindaco di Torre Annunziata utilizzava per descrivere i giochi di potere della Camorra che governavano il territorio partenopeo e l’atmosfera da western che si respirava.
Libero De Rienzo interpreta Siani accompagnato da Valentina Lodovini che dà vita al personaggio di Daniela, la ragazza di Giancarlo. Sul set anche Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Ernesto Mahiuex, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti e Renato Carpentieri. Rico, il personaggio creato da Antonio Franchini nel suo libro dedicato all’amico Siani “l’Abusivo” edito da Marsilio nel 2001, è interpretato da Michele Riondino.
Il primo ciak è stato girato a Torre Annunziata e le riprese effettuate tra i comuni vesuviani e Napoli città, iniziate il 3 giugno termineranno dopo otto settimane a fine luglio. In una nota dell’ufficio stampa si legge il pensiero del regista: “Ci sono voluti ben 16 anni e diversi processi per comprenderne il perché. Il film non è una biografia, racconta gli ultimi quattro mesi della vita di Giancarlo e l’atmosfera in cui maturò la sua condanna a morte. È per me un film necessario – soprattutto oggi in una Napoli umiliata – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza.”
Il progetto è realizzato da Rai Cinema – BìBì Film TV – Minerva Pictures Group e verrà distribuito dalla 01 Distribution.
A portare il caso Siani sul grande schermo ci aveva pensato, con una produzione indipendente della Icarowebfilm senza alcun finanziamento statale e prevendita televisiva, Maurizio Fiume nel giugno del 2004 con il lavoro “E io ti seguo” in cui Yari Gagliucci prestava voce e corpo a Siani. Un prodotto poco visto e con un budget esiguo di 300mila euro rispetto all’attuale produzione che si avvale anche di contributi statali per un importo di 1.800mila euro. Per una casualità, l’inizio delle riprese del film di Risi seguono di poco un altro evento dedicato alla memoria di Giancarlo, l’inaugurazione il 4 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di un’aula del Master della Scuola di Giornalismo del Suor Orsola Benincasa.
Il sito di Giancarlo Siani
note dal web
qualche retroscena





