Move around Ars/Literature&DigitalCulture a cura di Francesca Ferrara
feb
29
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Books, Poetry, book review | Discussion (0)

Raggi di Terra

L’Amore trasferito di generazione in generazione. I talenti sono doni nascosti tra le eliche del dna e non tutti hanno la fortuna di metterli a fuoco e di svilupparli.
Francesco, il padre, e Marco Perillo, il figlio, il loro dono e talento lo hanno individuato e lo dimostrano nel volume “Raggi di Terra”, uscito per le edizioni Guida, in cui raccontano in versi un po’ di loro: della famiglia come del tempo storico vissuto e che hanno abitato.
L’idea di raccogliere i testi che accomunano i versi delle due scritture nasce nel 2001 da una riflessione di Francesco, idea sostenuta poi dal padre spirituale Gennaro Matino.

Mani di adulto – Faccia al Muro – Compagni – Dead Man Flying – Sarai Carezza del Vento – Verso il Mattino sono le sei sezioni in cui sono suddivise le cinquantadue poesie, di cui una scritta a quattro mani che è proprio quella che dà il titolo a questa piccola antologia di liriche, che attraversano il tempo di una generazione storicamente diversa e per valori sociali e per qualità della vita. Un arco trentennale che nel figlio, dopo le prime ispirazioni alla natura leopardiana o ai pensieri di Whitman, Shelley e Neruda, traccia il passaggio ad una concezione più ermetica del luogo della parola.

Filo conduttore è la ricerca del sé e dell’io più profondo per entrambe le voci: dall’infanzia fino alla ricerca dell’infinito e del proprio credo personale quale un’entità cosmica superiore a cui affidare la propria fede.
Il rapporto che intercorre tra le due anime poetiche è raccontato in ottantaquattro pagine inaugurate dalle parole del profeta K. Gibran “I vostri figli non sono vostri,/Sono i figli e le figlie del desiderio/che la vita ha di sé stessa./essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, /e benché vivano con voi/ciò non di meno non vi appartengono./Potete dar loro il vostro amore,/ ma non i vostri pensieri, perché essi hanno i loro, di pensieri./; parole, che alla maniera di Francesco e Marco vengono così sentite e riprese: “Con i raggi della terra/attraverseremo insieme la distanza” perché se l’uno ha abitato il tempo passato, e transita per il presente, il figlio già abita il futuro ed è seme di quercia.