Move around Ars/Literature&DigitalCulture a cura di Francesca Ferrara
set
14
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Culture, Meeting, Music | Discussion (0)

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di Francesca Ferrara

La Festa di Piedigrotta ha spento i suoi riflettori su Carri ed Artisti sabato 13 settembre con lo show e concerto allestito sul palco di Piazza del Plebiscito. Pippo Baudo e Lucio Dalla i due grandi ospiti che insieme a Nino D’Angelo – grande mattatore della serata, hanno rispolverato i ricordi dell’antica festa e della sua tradizione. Non c’era il torrone in giro da comprare, ma Carri in cartapesta da ammirare, messi uno accanto all’altro davanti ai sette Re del Palazzo Reale e dinanzi al palco che dava le spalle alla Basilica di San Francesco di Paola.
In scena, anche Gianni Simioli che ha condotto le serate dedicate alle ventidue canzoni in gara. Altro napoletano doc, orgoglio artistico della città, è Silvio Orlando, reduce dalla Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia per “Il Papà di Giovanna”, diretto da Pupi Avati e ambientato a Bologna nel 1938.
Orlando è intervenuto per portare il suo incoraggiamento a Napoli “perché i napoletani stanno bene ovunque” e alludendo alla crisi rifiuti che ha caratterizzato le cronache non solo cittadine dei media “la città deve odorare di essere umano, e Napoli è una città vera”.

Nino D’Angelo ha firmato la direzione artistica ed ha avuto una missione da portare a termine. Ci ha creduto e nonostante le difficoltà incontrate sul percorso ci è riuscito. La Festa di Piedigrotta giunta alla sua prima vera edizione, dopo una “edizione pilota” del 2007 è stata organizzata dall’Ept di Napoli amministrato da Dario Scalabrini che già pensa ad una edizione 2009 mentre si iniziano a fare i nuovi nomi per la nomina del futuro direttore artistico.
Cinquantamila sotto la pioggia, a tratti battente, a ricordare, cantare, condividere quella strana emozione che dal palco si espandeva fino al pubblico: Piedigrotta era tornata, non solo nel ricordo di una tradizione posta per anni nel cassetto. Ad aprire il concerto la coppia vincitrice delle “Audizioni” del concorso canoro legato alla kermesse, Antonio Rocco e Marianna Corrado con la loro canzone intitolata allo scrittore di Gomorra, Saviano “A Roberto”. In scaletta, a seguire, Pappi Corsicato, Raiz, Giovanni Imparato, Monica Sarnelli, Rosario Miraggio, Raffaello, Alessio, Luciano Caldore, Franco Ricciardi, Antoine e Ciro Ricci. Avrebbe dovuto esserci anche Maria Nazionale impedita per un altro impegno in contemporanea altrove.

La tradizione di Piedigrotta ritorna in auge divenuta nel XIX° secolo la culla della canzone napoletana classica, che conobbe i suoi anni d’oro tra il 1890 e il 1910: sono gli anni di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Raffaele Sacco e tanti altri ancora. Allora la Piedigrotta era l’occasione per pubblicare le nuove canzoni (nel 1889 i testi furono più di tremila), il cui successo era sancito – prima della radio e della televisione – dalla loro circolazione popolare e dal numero di spartiti venduti. Nel 1952 venne introdotto, in concomitanza con la festa, il Festival della Canzone Napoletana, che si svolse fino al 1970.
Non è mancata la ciliegina sulla torta: la canzone firmata D’Angelo con ‘A storia ‘ e nisciuno, a Bella, O schiavo e ‘o RRe, Te penzo e sto mmale, Chesta sera, Nu Napulitano e i classici come Nu jeans e na maglietta, Senza giacca e cravatta, Marì.
E ovviamente non è mancato l’omaggio alla canzone classica napoletana con Tamurriata Nera, O Sarracino, Comme facette mammeta, Funiculì funiculà e O surdato nnammurato che ha aperto la scena all’ingresso della madrina d’eccezione, Sofia Loren, l’unico personaggio che secondo il D’Angelo pensiero avrebbe potuto rilanciare l’immagine della kermesse e attraverso di essa quella della città soprattutto dopo gli ultimi maleodoranti e grigi mesi.

La presenza delle istituzioni sia in conferenza stampa che sul palco. Il sindaco Rosa Iervolino Russo e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, quest’ultimo a braccetto con una Loren, talmente splendida da sembrare una “madonna rossa”, per il colore del suo vestito. E, forse, non è un caso che la scelta del vestito, della più grande attrice partenopea famosa alivello internazionale, sia caduta sul rosso come la passione, il sugo sulla pizza, il sangue versato dalla Camorra, i tramonti infuocati dietro la collina di Posillipo, il corno portafortuna.
Per chi non c’era e per chi si volesse rendere conto di cosa stando lontano da Napoli si è perso, sul sito internet FestadiPiedigrotta.it si può sfogliare l’album delle foto anche delle precedenti edizioni e visionare il materiale video postato.
L’edizione che ha appena chiuso i battenti porta con sé il risultato di tanto impegno e di obiettivi prefissati e raggiunti 8anche se non tutti) per una festa che caratterizzata dalla parte canora nasce, all’origine dei tempi, come contorno al pellegrinaggio settembrino verso Santa Maria di Piedigrotta. Sono stati innumerevoli i momenti di culto al santuario, quali la celebrazione della messa degli artisti (2 settembre), la concelebrazione della Natività della Vergine presieduta dall’arcivescovo di Napoli (8 settembre), la “Serenata alla Madonna” (10 settembre) e la concelebrazione del Nome di Maria (12 settembre).

Nel 1982 la festa verrà sospesa per poi ritornare in sordina prima nel 2007 e presentarsi nei giorni scorsi con un progetto molto più dettagliato e programmatico pur mantenendo le caratteristiche principali come le luminarie in via Piedigrotta, i mortaretti che annunziano l’inizio della festa la mattina dell’8 settembre, la sfilata dei carri allegorici sul lungomare, la sfilata dei bambini con i vestitini di carta, il concerto in Piazza Plebiscito nonché la batteria di fuochi d’artificio a mare, di durata oltre 30 minuti, spettacolare tra l’altro per l’eco degli scoppi sulla collina del Vomero.
Fra pochi giorni Dario Scalabrini e il suo staff tornerà a pensare alla Festa, mettendo a punto le idee che non sono state possibili realizzare nei giorni scorsi per disguidi tecnici o budget esiguo ma che vale la pena di concretizzare per la prossima edizione. E chissà che la “benedizione” della Loren non porti fortuna.



ago
01
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, contemporary art | Discussion (0)

La proposta.
Velardi: iniziativa da seguire

Idea da Assisi cassonetti decorati
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di Francesca Ferrara

L’annuncio dell’ intenzione di esportare a Napoli l’ iniziativa “Cassonetti d’ Autore” realizzata ad Assisi è stata data in Second Life alla UnAcademy dal sindaco Claudio Ricci. L’iniziativa è volta alla decorazione con soggetti artistici d’arte contemporanea dei cassonetti per i rifiuti ai fini di migliorare la qualità dell’ arredo urbano e creare un elemento di interesse, anche culturale. «Mi sembra una splendida idea. Ne vengo a conoscenza in questo momento – afferma l’ assessore regionale al Turismo Claudio Velardi – questa è una iniziativa che mi colpisce, originale, la trovo molto interessante e se fosse possibile portarla avanti anche a Napoli sarei felicissimo di contribuire». Claudio Velardi, inoltre, ricorda: «Abbiamo fatto un lavoro molto simile, che adesso inizia ad essere apprezzato in modo evidente anche dai cittadini, nella zona di Piazza Garibaldi, dove ci sono i cantieri che abbiamo ricoperto con quelle bellissime immagini di Napoli e, soprattutto, quello che mi pare importante è che questi manifesti non vengono vandalizzati e sporcati». «In realtà – prosegue l’ assessore regionale al Turismo – quando alla popolazione viene chiesto dalle istituzioni e da parte della classe dirigente di collaborare civilmente i napoletani lo fanno e sono felici e lieti di farloe anche un’ iniziativa del genere, sull’ abbellimento dei cassonetti, potrebbe essere molto carina e molto interessante. La farò mia e cercherò di portarla avanti». Il progetto “Cassonetti d’ Autore” è stato presentato dal sindaco di Assisi in una lettera e posto all’ attenzione del sottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso. C’è l’ interesse dell’ assessorato regionale campano al Turismo e i cassonetti artistici potrebbero rivelarsi una ulteriore iniziativa tesa a superare anche il grave deficit di immagine causato dalla crisi dei rifiuti che ha colpito Napoli e la regione dall’ inizio di gennaio.



lug
12
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Culture, Internet | Discussion (0)

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L’Unesco sui Campi Flegrei:”L’Italia ritiri la candidatura del territorio”
Causa crisi rifiuti il territorio flegreo non farà parte del patrimonio mondiale.

di Francesca Ferrara

“Fare rete insieme”. È questo il motto del portale multimediale FlegreaPark.it, progetto promosso da un’iniziativa privata curata dalla società di consulenza Seneca s.a.s. e dall’ass. cult. Flegrea Park.
“Un sistema di offerta integrata, di convenzioni, con la Flegrea Card, ognuno con la sua competenza per concorrere con i soggetti che sono in esterno ed essere più attrattivi sul mercato mondiale” sottolinea l’amministratore di Seneca, Francesco Soranno durante il convegno di presentazione del portale tenutosi alle terme Le Stufe di Nerone; ma se da un lato c’è l’entusiasmo di una sfida per il rilancio economico e culturale del territorio dall’altro non manca la nota di polemica sulla decisione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura ”I commissari dell’Unesco hanno invitato l’Italia a ritirare la candidatura dei Campi Flegrei per far parte del patrimonio mondiale” fa presente Soranno che considera la partita ancora aperta e sottolinea che “l’iscrizione dei Campi Flegrei significherebbe dare al territorio una marcia in più per proporsi sulla vetrina del turismo mondiale”.

Motivati e propositivi anche i rappresentanti delle istituzioni locali. “Aderiamo con la mente e con il cuore perché finalmente è possibile offrire al visitatore l’unicum dei Campi Flegrei, da Quarto a Monte di Procida, la complementarietà tra i territori, come pacchetto turistico” spiega il Sindaco Francesco Paolo Iannuzzi. La cittadina al compimento di percorsi progettuali in essere, il porto Marina di Monte di Procida e Parco Archeologico di Cappella, ha qualcosa di più da offrire insieme al bel tempo, alle bellezze e al mangiare. Monte di Procida si candida ad essere la terrazza dei Campi Flegrei sul golfo di Napoli”.

Per il territorio flegreo è tempo di ritorno alle regole per aiutare i processi di cambiamento, di riconversione culturale, urbanistica e ambientale e per affrontare la tendenza dei flussi turistici: “Il 60-70% delle persone che viaggiano lo fanno attraverso il web e il portale andrà a rafforzare il flusso turistico locale” conferma l’ass. Roberto Laringe del Comune di Bacoli e continua ”Nello sforzo dei privati e delle istituzioni emerge la ‘problematica Sud ‘ e tutte le iniziative vanno calate in una realtà in cui gli operatori turistici fanno dell’accoglienza il loro pane quotidiano. “Fare sistema” significa accoglienza dell’ospite e sanare il deficit della riqualificazione del territorio e queste iniziative possono dare il contributo importante e che meritano e che in altre località non avrebbero l’appeal dei Campi Flegrei”.

L’invito alla riflessione sulla concorrenza territoriale e le differenze tra trattamenti e reazioni dinanzi alla crisi campana sullo smaltimento dei rifiuti è lanciato dal presidente del Parco Regionale Campi Flegrei, Arch. Francesco Escalona che si domanda il perché mentre l’area flegrea veniva sommersa dai rifiuti la costiera sorrentina riusciva ad effettuarne la raccolta. “Non esisterà un sistema competitivo e non esiste fare turismo se non vi sarà lo sforzo congiunto, in primis, per i cittadini: tanto più saremo felici di vivere il nostro territorio e di aumentarne la qualità della vita e tanto più saremo capaci di ospitare il turista perché grazie alla comunicazione che avverrà con il portale, la prossima primavera riusciremo ad essere più pronti di ieri”.

Un riscontro positivo sull’iniziativa di promozione dei comuni flegrei giunge anche da Modena: l’editore Arcadia di A ruota libera, rivista di settore distribuita su scala nazionale, ad ottobre dedicherà uno speciale ai Campi Flegrei da allegare alla rivista che sarà distribuito a 40.000 abbonati. Per l’autunno, è già in cantiere promossa da A ruota libera e da Seneca, una giornata di attività cicloturistica, per un tour volto alla scoperta dei più bei sentieri del territorio flegreo.



lug
09
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Internet | Discussion (0)

Nasce FlegreaPark.it , il nuovo portale per incentivare il turismo del parco flegreo.
Sezioni multimediali per un tour virtuale e una carta servizi a sostegno della cultura dei luoghi

di Francesca Ferrara

bagnoli-8.jpg Il rilancio dell’area flegrea parte dal web con un nuovo portale che racconterà a cittadini e ai turisti la storia e il folklore del territorio. Flegreapark sarà rilasciato in rete mercoledì sera e sarà presentato giovedì 10 luglio alle 16 presso il complesso termale de Le Stufe di Nerone di Bacoli alla presenza degli assessori al Turismo della Regione, Claudio Velardi, della Provincia, Giovanna Martano, del presidente del Parco Regionale Campi Flegrei, Francesco Escalona, del presidente dell’associazione culturale Flegrea Park, Massimiliano Tesone, e dei sindaci di Pozzuoli, Monte di Procida, Quarto e Bacoli.

I Campi Flegrei (una vasta area che va da Posillipo fino a Lago Patria) saranno i protagonisti delle sezioni “Itinerari” ed “Eventi e Cultura” del progetto di comunicazione multimediale cofinanziato da POR Campania misura 1.10 Parco Campi Flegrei, promosso dall’Associazione Flegrea Park e curato dalla società di consulenza Seneca.

“L’architettura del sito – spiega Francesco Soranno, presidente della Seneca – oltre a una sezione tradizionale, in cui verranno indicate le voci ristorazione, ospitalità e trasporti, prevede una sezione multimediale che individua trentadue luoghi storici, paesaggistici e archeologici. La presentazione di ogni zona è affidata a una scheda testuale e a una clip-video che costituiranno una vera e propria guida virtuale per il visitatore”.

In un momento in cui le cifre del turismo non sono delle più rosee, uno degli incentivi pensati per essere maggiormente attrattivi nei confronti del turista è quello dell’e-commerce: l’inserimento nel portale della Flegrea Card, un vero e proprio strumento di servizio e assistenza al visitatore dalla logistica del trasporto all’alloggio. La card offrirà la possibilità di scegliere il proprio pacchetto turistico e di pagarlo on line, una prenotazione che risulterà valida dietro rilascio di un coupon.

Ad elencare i siti flegrei che normalmente sono esclusi dai percorsi turistici campani più gettonati e che vengono promossi attraverso il portale è Massimiliano Tesone: “La piscina Mirabilis di Bacoli, il Sepolcro di Agrippina e Centocamerelle, la Casina Vanvitelliana sul Lago Fusaro, l’Oasi degli Astroni, le Necropoli di Pozzuoli e Quarto, per la “Napoli Flegrea” la cripta neapolitana a Piedigrotta (dove sono conservate le tombe di Virgilio e di Leopardi), il Lago d’Averno con un percorso che include il momento conviviale di enogastronomia (vigneti storici sul crinale) e la pseudo Grotta della Sibilla con i suoi aneddoti tra miti e storia e non in ultimo il Castello di Baia col Museo, tutti luoghi dove i numeri sono ancora bassi. Inoltre, ci sarebbe anche la Villa Pausillipon di Posillipo chiusa per restauro e Rione Terra attualmente chiuso per motivi burocratici”.

L’Associazione Flegrea Park, costituita da pochi mesi e composta attualmente da dodici giovani laureati in archeologia e beni culturali tra i 25 e i 35 anni individuati dal presidente Massimiliano Tesone, ha curato sia in lingua italiana che in lingua inglese i contenuti del portale che prossimamente saranno tradotti anche in altre lingue e in lingua tedesca, forti del rapporto che sin dal ‘700 è esistito tra il turista tedesco e l’Italia: la zona flegrea tappa fissa assieme alla Terme di Ischia di un viaggio diretto a Paestum sino alla Sicilia.

“La realizzazione di un portale multimediale che raccontasse dei Campi è un progetto importante perché per la prima volta ci rivolgiamo al turista straniero, un viaggiatore che viene da lontano e che per programmare gli itinerari turistici usa la rete e internet è un mercato in grande crescita ed è anche un mercato del turismo culturale – afferma Francesco Escalona, presidente del Parco Regionale Campi Flegrei e continua: “l’esperimento che un portale locale flegreo si rivolga direttamente in lingua inglese attraverso le metodologie più indicate per contattare il viaggiatore lontano è già una prima scelta che indica l’intenzione di raggiungere qualsiasi tipologia di visitatore”.

Le somme del bilancio totale nel 2009 diranno se l’iniziativa avrà contribuito al rilancio del territorio e sulla scia di altri modelli economici e di sistema, il portale sarà uno dei volani per il conseguimento di un altro obiettivo più complesso: la sensibilizzazione e il coinvolgimento di tutti gli operatori locali in un’ottica di network, costituzione di un sistema sinergico unico, per i Campi Flegrei, nel mercato turistico mondiale con l’opportunità di creare posti di lavoro per nuove occupazioni ai fini di valorizzare e sostenere i giovani laureati con competenze che non sempre riescono a mettere in pratica.

A supportare la sfida le prossime campagne di marketing non convenzionali così come annuncia Soranno: “Attueremo delle campagne di promozione su internet in quanto strumento che a basso costo ci permetterà di spingere al massimo la valorizzazione del territorio flegreo inteso come una sorta di grande giacimento culturale e quindi risorsa da utilizzare per lo sviluppo possibile economico e sociale locale”.



giu
22
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Ballet, Dance, contemporary art | Discussion (0)

logo Napoli Teatro Festival Italia

L’idea è di Gabriella Stazio, direttrice della famosa e nota scuola Movimento Danza. In occasione del Napoli Teatro Festival Italia, la danza contemporanea scende in campo attraversando le strade del centro di Napoli in performance dal taglio urbano ora mimetico ora circense da strada. Il progetto si chiama ZAC ovvero Zona di Attacco Creativo: un happening per far comprendere che non esistono limiti alle aree e spazi dedicati alla creatività. La regia dell’evento dentro l’evento è curata dalla stessa Gabriella Stazio. Il prossimo weekend sarà possibile esserne pubblico passeggiando per la Zona 3 e la Zona 4 indicate sul sito. Dalle 18 alle 20,30 venerdì e dabato dalle 18 alle 24 circa uno sciame di performer e di creativi si esibirà animando quetsi percorsi urbani e restituendo un feedback di vitalità alla città e al sistema ‘fare arte e cultura’ nonostante il momento critico e sociale che attraversa la città.



giu
19
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Expò, contemporary art | Discussion (1)

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“Non è solo malavita diffusa, droga, spari, terrore, omicidi, racket.
La camorra rappresenta un ‘modo d’essere’. In fondo, la camorra fa comodo.
E noi siamo tutti ‘camorristi’ “
sono le frasi scottanti del testo del giornalista Mario Fabbroni, responsabile dell’edizione napoletana del free-press Leggo che a partire da domani, (inaugurazione alle 19) verranno proiettate al CAM – Casoria Contemporary Art Museum diretto dall’artista e curatore Antonio Manfredi, coadiuvato da un staff di giovani professionisti. Quindici gli artisti napoletani interrogati per parlare di Camorra come non se n’era mai parlato prima: una piaga della società che diventa (anche in un’accezione provocatoria) argomento di installazioni e opere d’arte contemporanea e che trasforma due cronisti in videoartisti. Bruno De Stefano, redattore del free-press City nel suo testo dedicato alla mostra scrive: “I camorristi sono ladri e assassini che si sono arricchiti alle spalle della collettività trasformando intere zone della Campania in aree povere, degradate e senza speranza. (…) I camorristi vogliono fare soldi e non la guerra, per cui vanno sempre alla ricerca di alleati e non di nemici”.
Ma oltre a queste parole ci sono domande dinanzi ai problemi quotidiani che affliggono la qualità della vita: smaltimento rifiuti, racket, droga, degrado sociale, finanziamento di attività illegali.
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello, Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Sebastiano Deva, Giuseppe Di Guida, Luciano Ferrara, Barbara La Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Pica Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio Riccio, Federica Rispoli insieme ai due giornalisti Bruno De Stefano e Mario Fabbroni hanno risposto all’appello di Antonio Manfredi per la mostra CAMorra – The art Exhibition realizzando opere di pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, performances che tra ironia, simboli e folklore raccontano lo status camorristico e lo status in cui l’esistenza della Camorra comporta per la popolazione locale.
Come non pensare al mare di spazzatura in cui naviga Napoli da mesi guardando la salvifica Madonna che si staglia sui cumuli colorati e maleodoranti nell’opera provocatoria Nostra signora della monnezza? O come non sorridere dinanzi alla statua di Padre Pio che in cima ad una montagna di copertoni sembra difenderne l’incolumità dal vandalismo incendiario?
CAMORRA è una mostra che ho intenzione di portare in giro – spiega il curatore Antonio Manfredi e sarà ospitata anche in Spagna, Germania e Olanda, anche se non con lo stesso titolo”.
Il racconto sulla malavita in un approccio trasversale e artistico è visitabile sino al 20 luglio il martedì-giovedì-sabato 17.30/20.30 e la domenica 10.30/13.00 per visite di gruppo lunedì-mercoledì-venerdì 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento.



giu
19
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Blogosphere, Community, Reading, contemporary art, design | Discussion (0)

Reconnecting Naples
Reconnecting Naples, in libreria il tabloid in inglese su Napoli

Il progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città

di Francesca Ferrara

Reconnecting Naples
è il nome dato al tabloid di sedici pagine in distribuzione internazionale realizzato in occasione di N.EST 2.0 - The making of the city/ Disegna la tua città a cura di Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo – un’opera in forma di database on line ideata e diretta dagli architetti napoletani Danilo Capasso, Giovanni Ferrarelli con Massimiliano Rianna e Diana Marrone – ospitata presso la Project Room del Museo Madre – Donna Regina, dal 13 gennaio al 25 febbraio.

Il progetto editoriale è co-prodotto da N.EST Napoliest e Archis Foundation, disegnato da Danilo Capasso, distribuito a livello mondiale in lingua inglese e allegato al n.15 di Volume Magazine di Amsterdam. A rappresentare la rivista bimestrale durante gli incontri del progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città, l’editore Arjen Oosterman, la direttrice Lilet Breddels e il redattore Christian Ernsten insieme a Flavio Albanese, direttore di Domus, la rivista italiana di architettura.

«Ho conosciuto Christian Ernsten – ricorda Diana Marrone – ideatrice e promotrice del tabloid- ad un festival di architettura in Sardegna e da quell’incontro abbiamo cominciato a ragionare di cose che ci interessavano tra cui un incontro tra Domus e Volume. N.EST. è stata l’occasione giusta per passare ad una concreta azione con entrambe le redazioni che discutevano della città e della sua periferia orientale con l’aiuto nel momento peggiore della ultima crisi dei rifiuti, a febbraio scorso».

Il tema-sfida lanciato da Volume è stato la ricerca di uno shelter (riparo, container) per la città partenopea: quali misure adottare e strutture realizzare ai fini di una nuova industria della conoscenza e condivisione del sapere, creando uno sviluppo sostenibile e avviando un processo di vivibilità e funzione produttiva sociale delle aree degradate. Vecchi porti e magazzini da trasformare in luoghi per artisti e creativi così come avviene già da tempo in altri paesi europei. La redazione temporanea del tabloid costituita da un gruppo di architetti, intellettuali e scrittori, sotto i quarant’anni, che hanno a cuore il futuro della città, in un esemplare esperimento di democrazia digitale e partecipativa, ha prodotto contenuti in dieci giorni cercando di dare una risposta e magari anche una soluzione agli input olandesi.

«Reconnecting Naples non la vogliamo considerare un’esperienza conclusa – sottolinea Diana Marrone. Innanzitutto, come richiesto da più parti, pubblicheremo dal 19 giugno le versioni in italiano degli articoli. Poi vogliamo approfittare dello slancio di tante persone che ci hanno seguito per farne un periodico digitale, da esportazione, in inglese. Lo riteniamo indispensabile per inserire le nostre, speriamo utili, osservazioni e ricerche sulla città condivisibili con il massimo numero di persone possibili».

Tra i contributors, il giornalista e scrittore napoletano Riccardo Brun, con il suo racconto/diario di un mese tipo a Napoli “Pianura on fire”. Due gli editoriali che aprono le fitte pagine ricche di immagini, disegni, piantine a colori e in bianco e nero: “Tombola – Napoli 2013?”, breve tranchant di Diana Marrone in cui si analizzano gli investimenti del settore cultura effettuati per il Forum delle Culture e “Connecting Naples” di Arjen Oosterman, lungo e appassionato pezzo che butta lo sguardo sull’atavico isolamento della città.

Il tabloid su Napoli esce nelle edizioni estere affiancato anche ad uno speciale su Kabul. Le due città accomunate da uno stesso RSVP event, il n. 12 , per l’eccezione sdoppiato in un’emergenza A (Napoli) e una B (Kabul).

La rivista di N.EST sarà disponibile sia in versione semplice che in un packaging speciale per l’occasione. Un’edizione limitata di sole 25 copie che verrà presentata il 19 giugno in un happening alle ore 18:00 presso il Tiberio Palace Hotel sito nella zona industriale di Gianturco. Il prezzo, per ambedue le versioni, è di 3 euro a copia.

Reconnecting Naples potrà essere acquistato, insieme alla rivista Volume, nelle migliori librerie di architettura oppure on line sul sito Archis . Sarà presente sullo scaffale napoletano presso la Libreria Libridò di Via San Sebastiano. Per gli amanti del download, sarà possibile dal sito di N.EST scaricare il .pdf in italiano dell’intero inserto.

(18 giugno 2008)

La copertina del tabloid rsvp_12a-napleslow.jpg



apr
03
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Comics, Expò, Meeting, Multimedia, Photography, contemporary art | Discussion (0)

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Nasce VisioNa: Comicon più NapoliFilmFestival più CartooNa – Festival di Aminazione e Luz – Festival Internazionale di Fotografia.
La manifestazione, grande contenitore di una fusione sinergica tra kermesse affini, è sostenuta dall’Unione Industriali di Napoli e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano oltre che dall’organizzazione del Forum Universale delle Culture Napoli 2013.

In una Napoli afflitta dai tanti problemi, come criminalità e rifiuti, dal direttore del Comicon Claudio Curcio solo parole di ottimismo: “Il progetto di VisioNa vuole essere un segnale di impegno e speranza. La cultura non può risolvere tutto ma può dare un contributo alla rinascita della città”.
“Sia il NapoliFilmFestival che il Comicon – ricorda il direttore del NapoliFilmFestival Davide Azzolini - sono presenti a Napoli da dieci anni e sono ormai due realtà che portano in città ogni anno artisti di livello mondiale. Ora ci sentiamo pronti per fare un passo in avanti e portare un contenitore stabile di arti visive”.

“La scelta di VisioNa come sinergia tra NapoliFilmFestival e Comicon è sicuramente vincente – sottolinea l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati. L’obiettivo del Forum è di promuovere le eccellenze di Napoli che poi materialmente contribuiranno nel 2013 a formare il calendario degli eventi nei 101 giorni del Forum. E le arti visive avranno ovviamente un peso specifico importante che verrà costruito anche grazie a VisioNa da qui al 2013, ma anche negli anni successivi”.

Segnali forti, sono stati subito raccolti con entusiasmo dal regista Paolo Sorrentino, direttore artistico di VisioNa 2008, che lancerà presto alcune delle personali proposte artistiche appena terminata la produzione del suo nuovo film Il Divo.
Partecipe a VisioNa anche il produttore cinematografico napoletano Nicola Giuliano che attraverso il nuovo contenitore della arti visive vuole rilanciare il progetto di creazione di una Casa del Cinema a Napoli con una “Cineteca cittadina – spiega Giuliano – una sala di proiezione dove proporre il cinema classico, un centro di formazione per i giovani che vogliono avviarsi alle professioni del cinema”.

Il primo evento previsto all’interno di Visiona 2008 sarà la decima edizione del Comicon che si svolgerà a Castel Sant’Elmo dal 24 al 27 aprile.
All’interno di Comicon e del NapoliFilmFestival (che si terrà a giugno) si svolgerà poi CartooNa, il nuovo festival dell’animazione diretto da Mario Violini e che ha già ottenuto il pieno sostegno di Cartoon Network, che celebrerà a Napoli i dieci anni delle Superchicche.
A fine 2008 si svolgerà invece Luz, il nuovo festival della fotografia diretto da Matteo Linguiti.



apr
03
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Theatre | Discussion (0)

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Napoli sede del Teatro Festival Italia, iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali volta ad una progettualità triennale, fino al 2010, sotto le direttive del direttore artistico Renato Quaglia. La mission è quella della creazione, ideazione, produzione e finanziamento di nuovi spettacoli e testi per il teatro con invito sia ad autori nazionali che internazionali.
Il progetto, che gode della collaborazione della Regione Campania, della Provincia di Napoli e della Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Rachele Furfaro, non si esaurisce nella sua missione ma abbraccia anche altre progettualità che s’intrecciano con l’aspetto economico, turistico, culturale ed ambientale del territorio, allargato a tutto il Sud d’Italia. Infatti, la kermesse ha scelto di essere il primo Festival eco-sostenibile in Europa rispondendo ai requisiti e ai regolamenti riconosciuti internazionalmente dalla Comunità europea.

Trent’otto gli spettacoli già in programma, per questa prima edizione, dal 6 al 29 giugno, oltre alle conversazioni d’autore in collaborazione con Fondazione Premio Napoli , presieduta dal critico letterario Silvio Perrella, e gli incontri con il grande schermo, con la rassegna cinematografica indipendente Napoli Film Festival curata da Dario Azzolini e Mario Violini.
Oltre a quella locale, il Festival coltiva anche la dimensione europea con una serie di spettacoli, già inseriti nel programma, di matrice francese, spagnola e in lingua inglese. Il valore aggiunto di tutto il progetto si conferma anche nella creazione di una Compagnia Teatrale Europea composta da attori e professionisti provenienti da vari paesi dell’Unione, la cui direzione, ogni anno, sarà affidata a un regista diverso.

I numeri non sono da poco: 30 luoghi di spettacolo, 2000 artisti, 200 rappresentazioni, 40 debutti, 17 creazioni per il festival, 14 coproduzioni, 24 giorni di spettacolo,15 paesi coinvolti, 9 lingue parlate.
Dal 13 al 15 giugno si svolgeranno le “Giornate Professionali di Teatro”, giornate dedite allo spettacolo dal vivo e del cinema, promosse dal Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l’Agis e la Direzione Generale dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione dell’ETI – Ente Teatrale Italiano.
Non resta, dunque, che l’attesa per l’apertura dei sipari delle varie location , individuate nella città, sull’avanprogramma fissato per il mese di giugno.



apr
03
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Expò, contemporary art, design | Discussion (0)

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L’ultimo giorno di allestimento è il 5 Maggio, presso il Pan|Palazzo Arti Napoli (Project Room), della mostra di Svjetlan Junaković - Il Circo Volante – inaugurata il 26 marzo: la prima retrospettiva in Italia dell’artista croato prodotta da Cactus Studio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Claudia Sonego, per la tappa primaverile della quarta edizione di Girogirotondo, cambia il mondo 2008: il progetto dell’associazione culturale Ko librì ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle “Monellerie d’autore”.

Sono circa 130 le opere esposte fra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni. L’artista, che vive e lavora a Zagabria, di formazione accademica scultore, si è dato successivamente all’illustrazione di libri per bambini che hanno riscosso successo e sono stati pubblicati in venti paesi e il cui messaggio universale di concezione della vita si è spinto oltreconfine.

Il titolo della mostra è volutamente metaforico e simbolico perché così come accade sotto il tendone di un circo, anche il palcoscenico della vita è una carrellata di animali e performace dell’esistenza quotidiana: aspetti tristi, felici, coraggiosi, vigliacchi, eroici, comici, grotteschi, e surreali o metafisici. L’impronta materica, data dal diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è viva nei suoi disegni dove si evince la forte fantasia tessitrice di plot narrativi figurati e idonei a raccontare il mondo così come è ai più piccoli senza per questo escludere i grandi. Le opere esposte al PAN sono una vetrina di territori pensati, ideati ed elaborati con colore, carta, legno, terracotta, materiali inerti che sottolineano anche lo stile di vita e il pensiero che contraddistingue l’autore e i ritmi personali della sua esistenza.

Svjetlan Junaković recupera la tradizione pittorica e per la figurazione, fortemente stilizzata e semplificata; mette al centro l’energia prorompente del corpo sia maschile che femminile, esuberante ma vitale, prediligendo i soggetti in movimento, nell’ atto di compiere un’ azione (camminare, volare, danzare, corteggiare, banchettare, disegnare, ecc.); le sue immagini caricate di molteplici significati: sia al proprio che a quello che ogni visitatore può restituire e rimandare. Una mostra dall’ingresso libero: peccato perderla per figli, scolari e genitori ed artisti di genere e non far incontrare le proprie ‘monellerie’ con quelle dell’artista che nei versi di Dylan Thomas riflette il suo sentire artistico: “Nella mia arte scontrosa o mestiere”.