Non un tavolo tondo al centro della scena e una decina di ballerini che vi ruotano attorno, come in ben altre rappresentazioni siamo stati abituati ad applaudire, ma bensì una gara di danza sportiva per il Bolero del Balletto di Roma andato in scena al Teatro delle Palme di Napoli per la Rassegna di Danza Contemporanea con la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano.
Una gara di ballo in cui il rapporto uomo e donna viene sottolineato dalle posizioni del tango e del ballo da sala e in cui, eliminazione, dopo eliminazione, la fantasia del coreografo Fabrizio Monteverde si spinge sino al ‘ne rimarrà solo uno’ ma non di coppia vincente ma come solista ed unico superstite passando per i sentieri del corteggiamento, della seduzione e della competizione spinta fino allo stremo delle forze dall’individuale ambizione di essere solisti in assoluto. Venti minuti di quel pezzo di storia della musica che Maurice Ravel scrisse nel 1928 per raccontare in forma di pentagramma le torbide atmosfere intrise di capricci e passioni che aleggiavano nelle taverne spagnole, sono stati preceduti da un primo tempo all’insegna di tre balletti Turnpike ovvero tutti i percorsi possibili, sulle note di J.S. Bach di Mauro Bigonzetti, che pensa ad una coreografia per sei coppie di ballerini che percorrono i corridoi di una città statunitense; Noon, per i movimenti di Eugenio Scigliano, che traduce la musicalità di una composizione di Eric Serra in un maturo disegno di pura danza nello sviluppo di un passo a due e un passo a tre maschile e, in ultimo, Il Racconto Del Mito, brano tratto dallo spettacolo “Don Chisciotte” (liberamente ispirato al romanzo omonimo di Miguel De Cervantes) sulle musiche di Antonio Vivaldi e le coreografie di Milena Zullo.
Quattro balletti per quasi due ore di spettacolo hanno offerto un’ampia panoramica della capacità espressiva, musicale ed artistica oltre che della ricerca stilistica del Balletto di Roma.
L’Ater Balletto di ReggioEmilia per una due giorni, di cui la prima al Teatro Delle Palme, ieri sera, per una performance d’alto livello.
I diciotto elementi della compagnia (nove ballerini e nove ballerine) hanno dato il meglio di sé della tecnica e dell’espressione artistica in uno spettacolo articolato e suddiviso in sei diversi balletti.
La coreografia e le scene di William Forsythe, messa in scena da Jill Johnson è stata la firma di STEPTEXT sulla Ciaccona in re minore di Bach da “Partita in re minore per violino solo”.
La magia della danza contemporanea, o una delle magie che essa contiene, consiste proprio nel lasciar venire a sé tutte le associazioni di pensieri ed immagini che i corpi danzanti in movimento suggeriscono. Secondo lo stesso Forsythe StepText è forse un sistema di segni mutuato dal linguaggio teatrale: un movimento, un gesto, un suono, un’immagine, una parola, una luce”,
Dal pas de trois si passa all’assolo di Giuseppe Spota in SAMINAS di cui lo stesso coreografo dichiara che si tratti di un sogno di libertà fuggente, dove una luce si riflette per divenire altro, lontana dal niente, ma anzi, dentro nel profondo…della vita”. Valerio Longo n e firma il marchio coreografico sulle musiche di Bruno Moretti, Balanescu Quartet con il disegno luci di Carlo Cerri.
CANTATA è opera di Mauro Bigonzetti sulle musiche originali e tradizionali arrangiate dal gruppo musicale Assurd, (ovvero ‘Serenata’ di Amerigo Cervo, ‘Primavera’ di Eugenio Bennato con le musiche di Cristina Vetrone e ‘A cantina ‘e zi Teresa scritta da Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò).
Feste di piazza, quadriglie, rapporto uomo-donna, gelosia, seduzione, passione, schermaglie è quanto viene esplicitamente rappresentato sulla scena. Tutto rievoca il Mediterraneo, il folklore, la tradizione agricola, i colori e i sapori e gli odori che sembra quasi di riuscire a percepire in sala. Quaranta minuti di note e ritmi che dal ‘700 e ‘800 passano alle serenate napoletane transitando per le ninne nanne salentine. Decisamente un esperimento ben riuscito quello di Cantata creato per il Ballet Gulbenkian e poi ripreso progettualmente dall’Ater Balletto dopo l’incontro del coreografo con il gruppo di musicisti pugliesi e napoletani “Assurd”.
Après midi d’enfants è il balletto ideato e dedicato a Jules, figlio di due dei ballerini della compagnia, Macha e Thibaut, riporta indietro nel tempo. Due ragazzi, senza malizia, si scoprono e in questa loro attrazione giocano: si allontanano, si avvicinano, si scrutano, si toccano, si annusano e si ritraggono. Si conoscono.
Chiude Passo Continuo, omaggio ad una danzatrice collaboratrice del coreografo principale della compagnia, Mauro Bigonzetti: semplici emozioni del corpo. Solo suggestioni dirette al pubblico. Libertà d’interpretazione e d’emozione per una compagnia talentuosa e con tutti gli elementi in scena.
La rappresentazione di Monica Casadei, MEXICA.Collapse è il primo degli appuntamenti fuori abbonamento del ciclo di spettacoli della II° Edizione sulla DANZA D’AUTORE – Rassegna di Danza Contemporanea per la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano in scena al Teatro Delle Palme di Napoli.
Contrazioni e linee spezzate. Vibrazioni e sussulti. Questi i movimenti coreografici che Monica Casadei ha immaginato per il suo MEXICA.Collapse.
La danza si sposa con la magia degli scenari messicani e delle antiche civiltà che un tempo ne furono gli abitanti e i padroni. Lo spaccato iconografico della morte degli dei e delle antiche civiltà raccontato dal linguaggio del corpo di quattro donne e quattro uomini che si muovono sulle musiche originali dallo stile industriale di Luca Pianini. Sullo sfondo anche la proiezione di un video a cura di Emanuele Sciannamea a guidare il pubblico nel viaggio di un immaginario corporeo che affonde le radici nella storia di quei luoghi.
La principale protagonista di questa storia, riletta in chiave danzante per un’ora e un quarto di scena, è la morte: muore la civiltà Maya e con essa anche le divinità. Per sopravvivere tutti avevano bisogno di cibo ma l’avvento delle piramidi portò alla distruzione dell’agricoltura e della luce del dio sole, oscurata dalla piramide più alta. Fu l’inizio di un ciclo a catena di morti terrene e guerre tra umani come se fossero rituali.
Monica Casadei ricrea tutto ciò in scena: la morte come sacrificio agli dei per la vita e il collasso della civiltà Maya. I ballerini non più semplici corpi ma totem, colonne portanti di architetture edificate in tempi remoti. Un vero e proprio viaggio nel tempo che rilegge gli antichi codici maya in cui si parla di un futuro arcaico che va oltre l’attuale presente.
Lo spettacolo è la testimonianza di come anche l’esplorazione di nuovi territori sia bagaglio riversabile e riversibile nella propria arte e nel proprio lavoro. Il Messico affascina la coreografa come la stessa affascina il pubblico di settore, un’èlite perché lo stravolgimento del linguaggio dei danzatori, pur mantenendo un’impostazione stilistica ben definita, necessità di conoscenza di basi, di storia e del concept della danza contemporanea.
MEXICA.Collapse, è il cuore nero dell’America Latina che giunge sino a noi grazie alla bravura e alla creatività della Compagnia Artemis Danza.
Per gli amanti del classico, anche televisivo, Raffaele Paganini, in scena assieme all’Euroballetto, propone un Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers.
Paganini, appassionato e studioso di Tip Tap, ripropone l’atmosfera degli anni ’20, ’30 e ’40 a cavallo delle due guerre mondiali.
“In the Navy”, titolo del primo tempo, accompagna il pubblico in questo viaggio danzato dallo sbarco degli americani sino ai giorni odierni.
Paganini oltre ad omaggiare due icone del cinema holliwoodiano, Fred e Ginger, nome del secondo tempo, revisiona un pezzo di storia moderna sviluppandone i punti cardini attraverso le musiche, i costumi, le ambientazioni e lo stesso racconto coreografico: frenetici tip-tap e balli di coppia da ballare sulle note di Gorge Gershwin e Glen Miller.
Suddivisi i compiti del corpo di ballo mentre Paganini veste i panni di un nuovo Fred che interloquisce con quello proiettato su teli-pannelli che fanno da schermo, il corpo di ballo è impegnato nel rivivere e trasferire l’emozione di quei tempi e di quelle atmosfere ed ambientazioni.
Sperimentale l’idea di una Ginger a cinque punte: cinque danzatrici che vi si alternano nel ruolo dando al personaggio una personalità multisfaccettata.
Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers è una creazione Made in Nuova Compagnia Euroballetto, performance artistica adatta sia agli amanti del settore, agli intenditori che agli addetti ai lavori così come ai cinefili appassionati di quel tempo e ad un pubblico generico di amanti del palcoscenico.
In scena al Teatro Delle Palme sino al 27 gennaio
Sito www.danzateatro.net
Il Teatro delle Palme di Napoli, per il secondo anno, il palcoscenico dove avrà luogo la rassegna di DANZA D’AUTORE – Rassegna di Danza Contemporanea con la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano.
Un programma decisamente interessante che si articola in sei spettacoli da Gennaio a Aprile e due fuori abbonamento tra Febbraio e Marzo.
Ad aprire questa finestra sullo spaccato stilistico della danza contemporanea lo spettacolo con Raffaele Paganini in omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers con l’Euroballetto per le coreografie di Alfonso Paganini e Luigi Martelletta.
A seguire, nel mese di Febbraio, ben due appuntamenti: L’Ater Balletto con uno spettacolo frammentato in Cantata – Apre midi d’enfants e Passo Continuo e il Bolero con il Balletto di Roma.
Con la primavera Petrushka a cura del Balletto di Torino, Il Pipistrello con Alessandro Molin e il Balletto di Napoli e l’Hip-Hop del Gruppo Bottega in Ostro.
Fuori abbonamento la creazione sperimentale e ricercata di Monica Casadei in MEXICA.Collapse e Giuseppe Parente in 1030 della scuola di danza Korper.
Sito www.danzateatro.net











