Successo del Napoli Cabaret Festival al Castel Sant’Elmo. La settima edizione registra il tutto esaurito per le prime due serate.
di Francesca Ferrara
Umorismo, ironia e sarcasmo nascono con la persona e sono doti caratteriali che con un pizzico di talento si trasformano in arte, quella del cabaret da condividere con un pubblico che della risata ne ha fatto un must.
Le prime due serate del Napoli Cabaret Festival hanno registrato non solo il tutto esaurito ma anche il consenso di un pubblico sempre ben disposto ad ascoltare sia vecchie che nuove leve del cabaret nostrano.
La maggior parte di loro, oramai, volti conosciuti su scala nazionale, attori cabarettisti che portano in giro per l’Italia il marchio Made in Naples, sono personaggi seguitissimi dal pubblico partenopeo e campano che non si stanca mai di ascoltarli. Nomi come Ardone-Peluso-Massa, Maria Bolignano, Enzo Fischetti, Nando Varriale, ne sono prova senza nulla togliere alle più recenti scoperte come Ciro Giustiniani, DuexDuo, il duo Arteteca, Ivan e Cristiano, Mariano Bruno autori ed interpreti di battute che hanno animato la prima serata della kermesse dedicata al tema “Napoli Comica”.
Mattatore della seconda serata con il suo “Liberi Tutti”, Paolo Caiazzo affiancato da tre musicisti: Emidio Ausiello (percussioni) – Franco Ponzo ( chitarra) – Mimmo Maglionico (fiati) per la regia di Paolo Mariconda e le canzoni di Federico Salvatore.
Un viaggio che affronta i più svariati temi d’attualità all’insegna di un motto: “Voglio essere libero, libero come un uomo“ che avrà come filo d’Arianna note di vita autobiografiche, quei piccoli aneddoti che oggi portano al cospetto del pubblico non solo l’attore ma anche e soprattutto l’uomo cosciente che quella frase non era altro che una canzone di Giorgio Gaber. Si parte da un ricordo, la maestra Ada Reale Fontana che gli affidò la sua prima battuta nel 1975 per una recita scolastica. Quella battuta era proprio la frase della canzone di Giorgio Gaber. Questo il là di uno spettacolo che attraverserà non solo vari temi di attualità ma che avrà come portavoce anche suoi storici personaggi come il giapponese ‘Ndo, il papà con in grembo il marsupio con la neonata a cui racconta la storiella della buonanotte e la maschera che lo ha reso famoso: Tonino Cardamone, giovane in pensione. 1975-2008: una carrellata di battute, di risate e un pubblico a fine spettacolo, con una piccola standing ovation…la libertà di essere entusiasta di un comico che con taglio ‘filosofico’ parla di tutti noi e dei problemi di vita quotidiana.





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