“Non è solo malavita diffusa, droga, spari, terrore, omicidi, racket.
La camorra rappresenta un ‘modo d’essere’. In fondo, la camorra fa comodo.
E noi siamo tutti ‘camorristi’ “ sono le frasi scottanti del testo del giornalista Mario Fabbroni, responsabile dell’edizione napoletana del free-press Leggo che a partire da domani, (inaugurazione alle 19) verranno proiettate al CAM – Casoria Contemporary Art Museum diretto dall’artista e curatore Antonio Manfredi, coadiuvato da un staff di giovani professionisti. Quindici gli artisti napoletani interrogati per parlare di Camorra come non se n’era mai parlato prima: una piaga della società che diventa (anche in un’accezione provocatoria) argomento di installazioni e opere d’arte contemporanea e che trasforma due cronisti in videoartisti. Bruno De Stefano, redattore del free-press City nel suo testo dedicato alla mostra scrive: “I camorristi sono ladri e assassini che si sono arricchiti alle spalle della collettività trasformando intere zone della Campania in aree povere, degradate e senza speranza. (…) I camorristi vogliono fare soldi e non la guerra, per cui vanno sempre alla ricerca di alleati e non di nemici”.
Ma oltre a queste parole ci sono domande dinanzi ai problemi quotidiani che affliggono la qualità della vita: smaltimento rifiuti, racket, droga, degrado sociale, finanziamento di attività illegali.
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello, Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Sebastiano Deva, Giuseppe Di Guida, Luciano Ferrara, Barbara La Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Pica Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio Riccio, Federica Rispoli insieme ai due giornalisti Bruno De Stefano e Mario Fabbroni hanno risposto all’appello di Antonio Manfredi per la mostra CAMorra – The art Exhibition realizzando opere di pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, performances che tra ironia, simboli e folklore raccontano lo status camorristico e lo status in cui l’esistenza della Camorra comporta per la popolazione locale.
Come non pensare al mare di spazzatura in cui naviga Napoli da mesi guardando la salvifica Madonna che si staglia sui cumuli colorati e maleodoranti nell’opera provocatoria Nostra signora della monnezza? O come non sorridere dinanzi alla statua di Padre Pio che in cima ad una montagna di copertoni sembra difenderne l’incolumità dal vandalismo incendiario?
“CAMORRA è una mostra che ho intenzione di portare in giro – spiega il curatore Antonio Manfredi – e sarà ospitata anche in Spagna, Germania e Olanda, anche se non con lo stesso titolo”.
Il racconto sulla malavita in un approccio trasversale e artistico è visitabile sino al 20 luglio il martedì-giovedì-sabato 17.30/20.30 e la domenica 10.30/13.00 per visite di gruppo lunedì-mercoledì-venerdì 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento.
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07:21
Ultram er….
Ultram. Ultram addiction….