Move around Ars/Literature&DigitalCulture a cura di Francesca Ferrara
giu
22
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Ballet, Dance, contemporary art | Discussion (0)

logo Napoli Teatro Festival Italia

L’idea è di Gabriella Stazio, direttrice della famosa e nota scuola Movimento Danza. In occasione del Napoli Teatro Festival Italia, la danza contemporanea scende in campo attraversando le strade del centro di Napoli in performance dal taglio urbano ora mimetico ora circense da strada. Il progetto si chiama ZAC ovvero Zona di Attacco Creativo: un happening per far comprendere che non esistono limiti alle aree e spazi dedicati alla creatività. La regia dell’evento dentro l’evento è curata dalla stessa Gabriella Stazio. Il prossimo weekend sarà possibile esserne pubblico passeggiando per la Zona 3 e la Zona 4 indicate sul sito. Dalle 18 alle 20,30 venerdì e dabato dalle 18 alle 24 circa uno sciame di performer e di creativi si esibirà animando quetsi percorsi urbani e restituendo un feedback di vitalità alla città e al sistema ‘fare arte e cultura’ nonostante il momento critico e sociale che attraversa la città.



giu
19
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Expò, contemporary art | Discussion (1)

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“Non è solo malavita diffusa, droga, spari, terrore, omicidi, racket.
La camorra rappresenta un ‘modo d’essere’. In fondo, la camorra fa comodo.
E noi siamo tutti ‘camorristi’ “
sono le frasi scottanti del testo del giornalista Mario Fabbroni, responsabile dell’edizione napoletana del free-press Leggo che a partire da domani, (inaugurazione alle 19) verranno proiettate al CAM – Casoria Contemporary Art Museum diretto dall’artista e curatore Antonio Manfredi, coadiuvato da un staff di giovani professionisti. Quindici gli artisti napoletani interrogati per parlare di Camorra come non se n’era mai parlato prima: una piaga della società che diventa (anche in un’accezione provocatoria) argomento di installazioni e opere d’arte contemporanea e che trasforma due cronisti in videoartisti. Bruno De Stefano, redattore del free-press City nel suo testo dedicato alla mostra scrive: “I camorristi sono ladri e assassini che si sono arricchiti alle spalle della collettività trasformando intere zone della Campania in aree povere, degradate e senza speranza. (…) I camorristi vogliono fare soldi e non la guerra, per cui vanno sempre alla ricerca di alleati e non di nemici”.
Ma oltre a queste parole ci sono domande dinanzi ai problemi quotidiani che affliggono la qualità della vita: smaltimento rifiuti, racket, droga, degrado sociale, finanziamento di attività illegali.
Afterall, Monica Biancardi, Raffaele Boemio, Piero Chiariello, Cyop & Kaf, Fiorenzo D’avino, Sebastiano Deva, Giuseppe Di Guida, Luciano Ferrara, Barbara La Ragione, Giacomo Montanaro, Walter Pica Picardi, Carmine Rezzuti, Sergio Riccio, Federica Rispoli insieme ai due giornalisti Bruno De Stefano e Mario Fabbroni hanno risposto all’appello di Antonio Manfredi per la mostra CAMorra – The art Exhibition realizzando opere di pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, performances che tra ironia, simboli e folklore raccontano lo status camorristico e lo status in cui l’esistenza della Camorra comporta per la popolazione locale.
Come non pensare al mare di spazzatura in cui naviga Napoli da mesi guardando la salvifica Madonna che si staglia sui cumuli colorati e maleodoranti nell’opera provocatoria Nostra signora della monnezza? O come non sorridere dinanzi alla statua di Padre Pio che in cima ad una montagna di copertoni sembra difenderne l’incolumità dal vandalismo incendiario?
CAMORRA è una mostra che ho intenzione di portare in giro – spiega il curatore Antonio Manfredi e sarà ospitata anche in Spagna, Germania e Olanda, anche se non con lo stesso titolo”.
Il racconto sulla malavita in un approccio trasversale e artistico è visitabile sino al 20 luglio il martedì-giovedì-sabato 17.30/20.30 e la domenica 10.30/13.00 per visite di gruppo lunedì-mercoledì-venerdì 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento.



giu
19
di: Francesca Ferrara | Categories: Art, Article, Blogosphere, Community, Reading, contemporary art, design | Discussion (0)

Reconnecting Naples
Reconnecting Naples, in libreria il tabloid in inglese su Napoli

Il progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città

di Francesca Ferrara

Reconnecting Naples
è il nome dato al tabloid di sedici pagine in distribuzione internazionale realizzato in occasione di N.EST 2.0 - The making of the city/ Disegna la tua città a cura di Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo – un’opera in forma di database on line ideata e diretta dagli architetti napoletani Danilo Capasso, Giovanni Ferrarelli con Massimiliano Rianna e Diana Marrone – ospitata presso la Project Room del Museo Madre – Donna Regina, dal 13 gennaio al 25 febbraio.

Il progetto editoriale è co-prodotto da N.EST Napoliest e Archis Foundation, disegnato da Danilo Capasso, distribuito a livello mondiale in lingua inglese e allegato al n.15 di Volume Magazine di Amsterdam. A rappresentare la rivista bimestrale durante gli incontri del progetto di ricerca per la riqualificazione urbana della città, l’editore Arjen Oosterman, la direttrice Lilet Breddels e il redattore Christian Ernsten insieme a Flavio Albanese, direttore di Domus, la rivista italiana di architettura.

«Ho conosciuto Christian Ernsten – ricorda Diana Marrone – ideatrice e promotrice del tabloid- ad un festival di architettura in Sardegna e da quell’incontro abbiamo cominciato a ragionare di cose che ci interessavano tra cui un incontro tra Domus e Volume. N.EST. è stata l’occasione giusta per passare ad una concreta azione con entrambe le redazioni che discutevano della città e della sua periferia orientale con l’aiuto nel momento peggiore della ultima crisi dei rifiuti, a febbraio scorso».

Il tema-sfida lanciato da Volume è stato la ricerca di uno shelter (riparo, container) per la città partenopea: quali misure adottare e strutture realizzare ai fini di una nuova industria della conoscenza e condivisione del sapere, creando uno sviluppo sostenibile e avviando un processo di vivibilità e funzione produttiva sociale delle aree degradate. Vecchi porti e magazzini da trasformare in luoghi per artisti e creativi così come avviene già da tempo in altri paesi europei. La redazione temporanea del tabloid costituita da un gruppo di architetti, intellettuali e scrittori, sotto i quarant’anni, che hanno a cuore il futuro della città, in un esemplare esperimento di democrazia digitale e partecipativa, ha prodotto contenuti in dieci giorni cercando di dare una risposta e magari anche una soluzione agli input olandesi.

«Reconnecting Naples non la vogliamo considerare un’esperienza conclusa – sottolinea Diana Marrone. Innanzitutto, come richiesto da più parti, pubblicheremo dal 19 giugno le versioni in italiano degli articoli. Poi vogliamo approfittare dello slancio di tante persone che ci hanno seguito per farne un periodico digitale, da esportazione, in inglese. Lo riteniamo indispensabile per inserire le nostre, speriamo utili, osservazioni e ricerche sulla città condivisibili con il massimo numero di persone possibili».

Tra i contributors, il giornalista e scrittore napoletano Riccardo Brun, con il suo racconto/diario di un mese tipo a Napoli “Pianura on fire”. Due gli editoriali che aprono le fitte pagine ricche di immagini, disegni, piantine a colori e in bianco e nero: “Tombola – Napoli 2013?”, breve tranchant di Diana Marrone in cui si analizzano gli investimenti del settore cultura effettuati per il Forum delle Culture e “Connecting Naples” di Arjen Oosterman, lungo e appassionato pezzo che butta lo sguardo sull’atavico isolamento della città.

Il tabloid su Napoli esce nelle edizioni estere affiancato anche ad uno speciale su Kabul. Le due città accomunate da uno stesso RSVP event, il n. 12 , per l’eccezione sdoppiato in un’emergenza A (Napoli) e una B (Kabul).

La rivista di N.EST sarà disponibile sia in versione semplice che in un packaging speciale per l’occasione. Un’edizione limitata di sole 25 copie che verrà presentata il 19 giugno in un happening alle ore 18:00 presso il Tiberio Palace Hotel sito nella zona industriale di Gianturco. Il prezzo, per ambedue le versioni, è di 3 euro a copia.

Reconnecting Naples potrà essere acquistato, insieme alla rivista Volume, nelle migliori librerie di architettura oppure on line sul sito Archis . Sarà presente sullo scaffale napoletano presso la Libreria Libridò di Via San Sebastiano. Per gli amanti del download, sarà possibile dal sito di N.EST scaricare il .pdf in italiano dell’intero inserto.

(18 giugno 2008)

La copertina del tabloid rsvp_12a-napleslow.jpg