Move around Ars/Literature&DigitalCulture a cura di Francesca Ferrara
apr
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L’ultimo giorno di allestimento è il 5 Maggio, presso il Pan|Palazzo Arti Napoli (Project Room), della mostra di Svjetlan Junaković - Il Circo Volante – inaugurata il 26 marzo: la prima retrospettiva in Italia dell’artista croato prodotta da Cactus Studio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Claudia Sonego, per la tappa primaverile della quarta edizione di Girogirotondo, cambia il mondo 2008: il progetto dell’associazione culturale Ko librì ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle “Monellerie d’autore”.

Sono circa 130 le opere esposte fra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni. L’artista, che vive e lavora a Zagabria, di formazione accademica scultore, si è dato successivamente all’illustrazione di libri per bambini che hanno riscosso successo e sono stati pubblicati in venti paesi e il cui messaggio universale di concezione della vita si è spinto oltreconfine.

Il titolo della mostra è volutamente metaforico e simbolico perché così come accade sotto il tendone di un circo, anche il palcoscenico della vita è una carrellata di animali e performace dell’esistenza quotidiana: aspetti tristi, felici, coraggiosi, vigliacchi, eroici, comici, grotteschi, e surreali o metafisici. L’impronta materica, data dal diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è viva nei suoi disegni dove si evince la forte fantasia tessitrice di plot narrativi figurati e idonei a raccontare il mondo così come è ai più piccoli senza per questo escludere i grandi. Le opere esposte al PAN sono una vetrina di territori pensati, ideati ed elaborati con colore, carta, legno, terracotta, materiali inerti che sottolineano anche lo stile di vita e il pensiero che contraddistingue l’autore e i ritmi personali della sua esistenza.

Svjetlan Junaković recupera la tradizione pittorica e per la figurazione, fortemente stilizzata e semplificata; mette al centro l’energia prorompente del corpo sia maschile che femminile, esuberante ma vitale, prediligendo i soggetti in movimento, nell’ atto di compiere un’ azione (camminare, volare, danzare, corteggiare, banchettare, disegnare, ecc.); le sue immagini caricate di molteplici significati: sia al proprio che a quello che ogni visitatore può restituire e rimandare. Una mostra dall’ingresso libero: peccato perderla per figli, scolari e genitori ed artisti di genere e non far incontrare le proprie ‘monellerie’ con quelle dell’artista che nei versi di Dylan Thomas riflette il suo sentire artistico: “Nella mia arte scontrosa o mestiere”.



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