Nasce VisioNa: Comicon più NapoliFilmFestival più CartooNa – Festival di Aminazione e Luz – Festival Internazionale di Fotografia.
La manifestazione, grande contenitore di una fusione sinergica tra kermesse affini, è sostenuta dall’Unione Industriali di Napoli e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano oltre che dall’organizzazione del Forum Universale delle Culture Napoli 2013.
In una Napoli afflitta dai tanti problemi, come criminalità e rifiuti, dal direttore del Comicon Claudio Curcio solo parole di ottimismo: “Il progetto di VisioNa vuole essere un segnale di impegno e speranza. La cultura non può risolvere tutto ma può dare un contributo alla rinascita della città”.
“Sia il NapoliFilmFestival che il Comicon – ricorda il direttore del NapoliFilmFestival Davide Azzolini - sono presenti a Napoli da dieci anni e sono ormai due realtà che portano in città ogni anno artisti di livello mondiale. Ora ci sentiamo pronti per fare un passo in avanti e portare un contenitore stabile di arti visive”.
“La scelta di VisioNa come sinergia tra NapoliFilmFestival e Comicon è sicuramente vincente – sottolinea l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati. L’obiettivo del Forum è di promuovere le eccellenze di Napoli che poi materialmente contribuiranno nel 2013 a formare il calendario degli eventi nei 101 giorni del Forum. E le arti visive avranno ovviamente un peso specifico importante che verrà costruito anche grazie a VisioNa da qui al 2013, ma anche negli anni successivi”.
Segnali forti, sono stati subito raccolti con entusiasmo dal regista Paolo Sorrentino, direttore artistico di VisioNa 2008, che lancerà presto alcune delle personali proposte artistiche appena terminata la produzione del suo nuovo film Il Divo.
Partecipe a VisioNa anche il produttore cinematografico napoletano Nicola Giuliano che attraverso il nuovo contenitore della arti visive vuole rilanciare il progetto di creazione di una Casa del Cinema a Napoli con una “Cineteca cittadina – spiega Giuliano – una sala di proiezione dove proporre il cinema classico, un centro di formazione per i giovani che vogliono avviarsi alle professioni del cinema”.
Il primo evento previsto all’interno di Visiona 2008 sarà la decima edizione del Comicon che si svolgerà a Castel Sant’Elmo dal 24 al 27 aprile.
All’interno di Comicon e del NapoliFilmFestival (che si terrà a giugno) si svolgerà poi CartooNa, il nuovo festival dell’animazione diretto da Mario Violini e che ha già ottenuto il pieno sostegno di Cartoon Network, che celebrerà a Napoli i dieci anni delle Superchicche.
A fine 2008 si svolgerà invece Luz, il nuovo festival della fotografia diretto da Matteo Linguiti.
Napoli sede del Teatro Festival Italia, iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali volta ad una progettualità triennale, fino al 2010, sotto le direttive del direttore artistico Renato Quaglia. La mission è quella della creazione, ideazione, produzione e finanziamento di nuovi spettacoli e testi per il teatro con invito sia ad autori nazionali che internazionali.
Il progetto, che gode della collaborazione della Regione Campania, della Provincia di Napoli e della Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Rachele Furfaro, non si esaurisce nella sua missione ma abbraccia anche altre progettualità che s’intrecciano con l’aspetto economico, turistico, culturale ed ambientale del territorio, allargato a tutto il Sud d’Italia. Infatti, la kermesse ha scelto di essere il primo Festival eco-sostenibile in Europa rispondendo ai requisiti e ai regolamenti riconosciuti internazionalmente dalla Comunità europea.
Trent’otto gli spettacoli già in programma, per questa prima edizione, dal 6 al 29 giugno, oltre alle conversazioni d’autore in collaborazione con Fondazione Premio Napoli , presieduta dal critico letterario Silvio Perrella, e gli incontri con il grande schermo, con la rassegna cinematografica indipendente Napoli Film Festival curata da Dario Azzolini e Mario Violini.
Oltre a quella locale, il Festival coltiva anche la dimensione europea con una serie di spettacoli, già inseriti nel programma, di matrice francese, spagnola e in lingua inglese. Il valore aggiunto di tutto il progetto si conferma anche nella creazione di una Compagnia Teatrale Europea composta da attori e professionisti provenienti da vari paesi dell’Unione, la cui direzione, ogni anno, sarà affidata a un regista diverso.
I numeri non sono da poco: 30 luoghi di spettacolo, 2000 artisti, 200 rappresentazioni, 40 debutti, 17 creazioni per il festival, 14 coproduzioni, 24 giorni di spettacolo,15 paesi coinvolti, 9 lingue parlate.
Dal 13 al 15 giugno si svolgeranno le “Giornate Professionali di Teatro”, giornate dedite allo spettacolo dal vivo e del cinema, promosse dal Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l’Agis e la Direzione Generale dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione dell’ETI – Ente Teatrale Italiano.
Non resta, dunque, che l’attesa per l’apertura dei sipari delle varie location , individuate nella città, sull’avanprogramma fissato per il mese di giugno.
L’ultimo giorno di allestimento è il 5 Maggio, presso il Pan|Palazzo Arti Napoli (Project Room), della mostra di Svjetlan Junaković - Il Circo Volante – inaugurata il 26 marzo: la prima retrospettiva in Italia dell’artista croato prodotta da Cactus Studio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Claudia Sonego, per la tappa primaverile della quarta edizione di Girogirotondo, cambia il mondo 2008: il progetto dell’associazione culturale Ko librì ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle “Monellerie d’autore”.
Sono circa 130 le opere esposte fra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni. L’artista, che vive e lavora a Zagabria, di formazione accademica scultore, si è dato successivamente all’illustrazione di libri per bambini che hanno riscosso successo e sono stati pubblicati in venti paesi e il cui messaggio universale di concezione della vita si è spinto oltreconfine.
Il titolo della mostra è volutamente metaforico e simbolico perché così come accade sotto il tendone di un circo, anche il palcoscenico della vita è una carrellata di animali e performace dell’esistenza quotidiana: aspetti tristi, felici, coraggiosi, vigliacchi, eroici, comici, grotteschi, e surreali o metafisici. L’impronta materica, data dal diploma in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è viva nei suoi disegni dove si evince la forte fantasia tessitrice di plot narrativi figurati e idonei a raccontare il mondo così come è ai più piccoli senza per questo escludere i grandi. Le opere esposte al PAN sono una vetrina di territori pensati, ideati ed elaborati con colore, carta, legno, terracotta, materiali inerti che sottolineano anche lo stile di vita e il pensiero che contraddistingue l’autore e i ritmi personali della sua esistenza.
Svjetlan Junaković recupera la tradizione pittorica e per la figurazione, fortemente stilizzata e semplificata; mette al centro l’energia prorompente del corpo sia maschile che femminile, esuberante ma vitale, prediligendo i soggetti in movimento, nell’ atto di compiere un’ azione (camminare, volare, danzare, corteggiare, banchettare, disegnare, ecc.); le sue immagini caricate di molteplici significati: sia al proprio che a quello che ogni visitatore può restituire e rimandare. Una mostra dall’ingresso libero: peccato perderla per figli, scolari e genitori ed artisti di genere e non far incontrare le proprie ‘monellerie’ con quelle dell’artista che nei versi di Dylan Thomas riflette il suo sentire artistico: “Nella mia arte scontrosa o mestiere”.
Il Classico diventa Contemporaneo e quest’ultimo classico dinanzi a spartiti mai invecchiati nei secoli. La contemporaneità di una grande composizione musicale di colui, J. Strauss Jr., che fu considerato il re del valzer, sulla quale, per il Balletto di Napoli, Ricardo Nuñez ha realizzato disegno coreografico e regia.
Il Pipistrello è andato in scena al Teatro Delle Palme di Napoli per la Rassegna Danza D’Autore, a firma del CDTM – Circuito Campano della Danza, per la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano, riscontrando il consenso del pubblico in sala, per lo più spettatori di genere, per un ever green datato ‘800.
Balletto in costume, riporta in scena l’atmosfera che si respirava nella Vienna dell’epoca che dava sempre più spazio all’operetta la quale andava strutturandosi sempre di più con valzer, quadriglie, galop e polke.
La trama fatta d’intreccio di vendetta, amore e falsi giochi è ambientata ad una festa in maschera dove il protagonista Gabriel Von Eisestein viene trascinato dall’amico Falke. Quest’ultimo è in cerca di riscatto per la beffa rimediata l’anno precedente ad un altro ricevimento quando, vestito da pipistrello, si era indegnamente ubriacato ed Eisenstein l’aveva additato al pubblico scherno.
Il lieto fine non mancherà in questa storia che vede come protagonisti l’ètoile internazionale del balletto classico Alessandro Molin (Gabriel von Esestaein), Ferdinando Arenella (Principe Orlowsky), Maria Vittoria Ignomiriello (Rosalinda), Elisabetta Carnevale (Adele), Carlo De Martino (Alfred), Giuseppe Roffo (Falk), Carlo Di Dio (Frank), Stefania Pace (Ida, sorella di Adele). Un corpo di ballo ben diretto da Susanna Sastro che 30 anni fa fu fondato da Mara Fusco e che tutt’oggi, nonostante l’avanzare di nuove realtà nel settore, si difende bene per tradizione e preparazione tecnica dei suoi artisti.
Il Pipistrello, ispirato al vaudeville di H. Meilhac e L. Halévy dal titolo “Reveillon”, dal 1894 è un’opera inclusa nel repertorio operistico tedesco e nel carnet dei balletti come un classico, sempre attuale per intreccio narrativo e pentagramma mai fuori moda, che fonde bene il tempo a cui appartiene con il contemporaneo tematico dell’attuale.
Gli interpreti, sia primari che secondari, con il Pipistrello, hanno rimandato la memoria del pubblico a due momenti dell’anno, che si è soliti festeggiare: il Concerto di Capodanno per i magnifici valzer da proporre in scaletta per festeggiare il passaggio e la continuità di un tempo all’altro e il Carnevale, per la rappresentazione della festa in maschera; due suggestioni che hanno lasciato e salutato il pubblico, alla fine dei due atti, con il motivetto del ¾ nella voce e nell’orecchio.








