Per la rassegna Danza D’Autore il secondo appuntamento fuori kermesse ha visto protagonista la giovane promessa della coreografia contemporanea campana, Giuseppe Parente e il suo corpo di ballo presentato e promosso dalla scuola di danza Körper.
1030, anno di fondazione della prima contea normanna, Aversa.
Giuseppe Parente porta in scena la storia della discesa del popolo normanno in Italia e della fusione della cultura vichinga con quella meridionale.
Il progetto coreografico punta allo sdoppiamento della figura umana: prima solo la parte oggettiva, un uomo macchina, dalla natura robotica che non riesce ad interagire con gli altri soggetti; nel secondo tempo, invece, acquista umanità e con essa calore, pulsione, dimensione sociale.
L’uomo acquista un’individualità che lo rende soggetto e non più oggetto.
In scena Veronica Abate, Manuela Armogida, Francesco Capuano, Natascia Corradino, Sonia di Gennaro e Patrizia Inzaghi.
Giuseppe Parente, domina la scena nel movimento coreografico da lui ideato e studiato per raccontare, sotto una luce diversa, quanto più lontano oggi si possa considerare come storia rispetto all’era moderna e contemporanea. La chicca, la presenza in scena di una vocalist, Antonella Maisto sulle musiche originali de I Letti Sfatti, che con il suo canto introduce l’incipit narrativo, riscalda l’atmosfera di una scena spoglia, minimalista ed essenziale, accompagna le vibrazioni dei corpi dei danzatori che con grande fluidità danno vita alla creazione del regista e primo ballerino.
Sull’originalità e la ricerca storica e stilistica del concept dello spettacolo non vi sono dubbi.






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