Move around Ars/Literature&DigitalCulture a cura di Francesca Ferrara
feb
27

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Non un tavolo tondo al centro della scena e una decina di ballerini che vi ruotano attorno, come in ben altre rappresentazioni siamo stati abituati ad applaudire, ma bensì una gara di danza sportiva per il Bolero del Balletto di Roma andato in scena al Teatro delle Palme di Napoli per la Rassegna di Danza Contemporanea con la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano.
Una gara di ballo in cui il rapporto uomo e donna viene sottolineato dalle posizioni del tango e del ballo da sala e in cui, eliminazione, dopo eliminazione, la fantasia del coreografo Fabrizio Monteverde si spinge sino al ‘ne rimarrà solo uno’ ma non di coppia vincente ma come solista ed unico superstite passando per i sentieri del corteggiamento, della seduzione e della competizione spinta fino allo stremo delle forze dall’individuale ambizione di essere solisti in assoluto. Venti minuti di quel pezzo di storia della musica che Maurice Ravel scrisse nel 1928 per raccontare in forma di pentagramma le torbide atmosfere intrise di capricci e passioni che aleggiavano nelle taverne spagnole, sono stati preceduti da un primo tempo all’insegna di tre balletti Turnpike ovvero tutti i percorsi possibili, sulle note di J.S. Bach di Mauro Bigonzetti, che pensa ad una coreografia per sei coppie di ballerini che percorrono i corridoi di una città statunitense; Noon, per i movimenti di Eugenio Scigliano, che traduce la musicalità di una composizione di Eric Serra in un maturo disegno di pura danza nello sviluppo di un passo a due e un passo a tre maschile e, in ultimo, Il Racconto Del Mito, brano tratto dallo spettacolo “Don Chisciotte” (liberamente ispirato al romanzo omonimo di Miguel De Cervantes) sulle musiche di Antonio Vivaldi e le coreografie di Milena Zullo.
Quattro balletti per quasi due ore di spettacolo hanno offerto un’ampia panoramica della capacità espressiva, musicale ed artistica oltre che della ricerca stilistica del Balletto di Roma.



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